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ALVINI: "LA SALVEZZA SARA' IL MIO SCUDETTO".

12-05-2026 06:00 - News Generiche
Ieri sera ha assistito a Empoli alla finale di calcio, categoria Amatori Uisp, della Ferruzza - allenata da mister Parentini - la squadra del suo quartiere.
I fucecchiesi hanno prevalso ai rigori sui giallorossi della Casa Culturale di San Miniato Basso.
Con gli amici di sempre, sarà poi essere presente al Palio, di domenica 24 maggio che, la stessa Ferruzza, contrada in bianconero, non vince dal 1981.
Massimiliano Alvini (foto), 56 anni di Fucecchio, ha condotto il Frosinone in Serie A, per una meritatissima promozione.
Il Venezia ha preceduto di un punto (82-81) i gialloblù ciociari i quali, a loro volta hanno staccato di ben 5 punti il Monza e tutte le altre, tra le quali l'ambizioso Palermo di Pippo Inzaghi.
Per Alvini si è trattato della sesta promozione, in sei categorie diverse (con Signa e Tuttocuoio) ma quella di venerdì scorso, col netto 5-0 rifilato al Mantova, allo stadio intitolato a Benito Stirpe, è stata indubbiamente la più prestigiosa.
Al balzo in A lui ci credeva.
“Ad inizio preparazione – ha detto il fratello Walter – ha strappato davanti ai suoi giocatori la Gazzetta dello Sport dicendo loro: “Non ci prendono nemmeno in considerazione, ma voi dovete fare quello che nessuno si aspetta, perché io ci credo”.
I suoi ragazzi non lo hanno smentito disputando una grande stagione.
Nella gara che ha determinato la promozione in A del Frosinone, erano presenti col fratello Waler, una cinquantina di compaesani di Max. Amici di una vita che lo hanno sempre seguito con vivo interesse e affetto.
Al termine della gara-apoteosi col Mantova, il tecnico è salito in tribuna per far festa, abbracciandoli, con familiari ed amici.
E per il prossimo campionato nella massima serie, sarà un Alvini più tignoso e meno dolce.
Certe cicatrici lo hanno fortificato, rendendolo un allenatore migliore.
“Il mio scudetto – ha detto Alvini – sarà la salvezza. Il direttore Castagnini mi ha detto che vuole puntare più in alto. Faremo aggiustamenti, ma l'idea di gioco sarà sempre questa, come abbiamo visto nel Bayern o nel Psg, pur con una qualità inferiore, ovvio. Ma conta l'idea”.
Parola di Max Alvini.

Marco Lepri