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COPPA ITALIA: "GENNY ´A CAROGNA" DA´ L´OK. POI FISCHI ALL´INNO

04-05-2014 11:56 - News Generiche
La finale è cominciata con 45 minuti di ritardo dopo un lungo tira e molla con i tifosi partenopei che avevano chiesto alla squadra di non giocare in segno di rispetto al sostenitore in fin di vita. Dopo un lancio di petardi (e il ferimento di un vigile del fuoco), il prefetto ha convinto i tifosi.
Dopo mezz´ora di summit, indecisioni e "Niente partita" della curva del Napoli, il Prefetto Giuseppe Pecoraro dà l´ordine di far giocare l´incontro e alla fine arriva l´ok anche degli ultrà.
"Va bene, la partita si gioca ma i tifosi delle rispettive squadre rimarranno in silenzio".
L´assenso di "Genny ´a carogna" arriva alle 21.40 circa: il capo-ultrà del Napoli ha deciso che la finale di Coppa Italia tra gli azzurri e la Fiorentina può avere il via.
Le telecamere lo inquadrano e i primi piani sulla sua maglia, con la scritta "Speziale libero", e il suo volto, che ricorda in parte quello di Ivan Bogdanov che incendiò un´Italia-Serbia, fanno il giro del mondo.
Sui social (e non solo) parte lo sdegno: l´ultimo ok alla disputa dell´incontro arriva da un uomo che inneggia all´omicida di Filippo Raciti, il poliziotto ucciso a Catania il 2 febbraio 2007.
Quello che pochi sanno invece è chi è quell´uomo.
Si chiama Gennaro De Tommaso, capo dei Mastiffs, uno dei più noti gruppi ultrà del Napoli, figlio di un camorrista affiliato al clan Misso. È detto, appunto, "Genny ´a carogna", e in passato è stato oggetto di Daspo, il divieto di assistere a manifestazioni sportive.
Gli incidenti all´esterno dell´Olimpico, con il ferimento di 10 persone fra cui una in maniera molto grave, hanno portato tensione anche all´interno dello stadio, dove la tifoseria del Napoli ha inizialmente chiesto che non si giocasse la finale di Coppa Italia tra Fiorentina e Napoli.
Petardi e bengala in campo in un clima surreale.
Un pompiere è rimasto ferito dopo il lancio di petardi e fumogeni. La tifoseria partenopea ha chiamato il centrocampista Hamsik sotto gli spalti, ma quando è andato alle barriere di protezione sono piovuti petardi e bombe carta.
Hamsik si confronta con i tifosi.
Gennaro De Tommaso, detto "Genny ´a carogna", il capo-ultrà del Napoli che ha deciso che la partita dovesse avere inizio.
In tribuna il presidente del Consiglio Matteo Renzi accanto al presidente del Coni Giovanni Malagò. Alle loro spalle, una bimba terrorizzata dal rumore dei petardi.

Il retroscena — Lo stadio è pieno già dalle 20.30 e sembra tutto tranquillo, ma presto si diffonde la voce degli scontri del tardo pomeriggio: c´è un tifoso del Napoli ferito da un colpo di pistola ed è in fin di vita. Così gli ultrà chiedono di non giocare. Le forze dell´ordine chiedono al capitano Marek Hamsik di parlare al microfono: non basta.
Lo slovacco si avvicina alla curva Nord, occupata dai tifosi del Napoli, insieme al d.s. Bigon e ai rappresentanti delle forze dell´ordine. Niente da fare, anzi.
Parte il coro "fate ridere", poi il lancio di petardi che feriscono un vigile del fuoco.
L´ok — In tribuna, intanto, c´è un lungo conciliabolo tra Giovanni Malagò, presidente del Coni, Giancarlo Abate, presidente della Federcalcio, Maurizio Beretta, presidente della Lega, Andrea Della Valle, presidente della Fiorentina, Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, e persino Matteo Renzi, presidente del Consiglio.
Discutono sul da farsi e, soprattutto, aspettano consigli dalle forze dell´ordine, dal prefetto e dal questore.
La polizia dirama un comunicato secondo il quale gli episodi avvenuti vicino allo stadio Olimpico, dove sono rimaste ferite tre persone, non sembrano essere collegati "agli scontri tra tifosi, ma avrebbero cause occasionali".
Forse è anche così che il prefetto convince gli ultrà fino all´ok di "Genny ´a carogna" che prima scavalca la recinzione, poi invita i suoi alla calma e infine dice sì. Si può giocare. Ma in silenzio. Sono le 21.45. Nessun coro. Partono, invece, i fischi all´inno nazionale cantato da Alessandra Amoroso.
Poi anche la consegna del silenzio durante la partita cade. Non solo.
A fine gara, dopo il trionfo degli azzurri, un paio di centinaia di tifosi del Napoli invadono l´Olimpico e alcuni di loro si avvicinano alla curva per dileggiare, con gesti volgari, i sostenitori viola. Tante brutte pagine di una giornata da dimenticare.

Fonte: Gasport

Nella foto: il confronto fra "Genny ´a carogna" ed il capitano del Napoli Hamsik sotto la Cuva Nord dell´Olimpico.

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