GIULIA BALSOTTI RICORDA BABBO SERGIO
22-04-2026 05:20 - News Generiche
Quando, per tante volte negli ultimi periodi, mi sono immaginata come sarebbe stato il momento in cui avrei dovuto salutare per sempre il mio babbone, nella mia mente non c’erano tante cose.
Non c’era il volerlo vedere dentro ad una bara (per la mia mamma, nel 2011, non ho nemmeno presenziato al funerale, non ce l’ho fatta), non c’era il suono triste e pesante delle campane a lutto, non c’erano le persone che si stringevano intorno a me e alla mia famiglia, non c’era l’immagine del carro funebre che si allontanava portandomelo via per sempre…
Ma, inaspettatamente, piano piano, mentre le ore di questi due giorni scorrevano, ogni cosa è andata diversamente e venerdì mi sono ritrovata, insieme a mio marito e al nostro bimbo, davanti a quella chiesa che per tanti anni ho guardato con paura, sapendo che “quel giorno” sarebbe arrivato.
La mattina, a casa, ho pensato che sarebbe stato bello vivere l’affetto delle persone che hanno voluto bene a Sergio: al Sergio presidente, cugino, cognato, amico di infanzia e di adolescenza, quindi mi sono presentata.
I gloriosi anni dei “Lupi” sono passati ormai da tempo, ma vedere quella bandiera sul feretro, il libro del sessantesimo scritto con cura insieme al mitico Lemar e poi ancora i ragazzi con la tuta della squadra, l’ex presidente Pantani con la cravatta biancorossa ed il “presidente dei presidenti” non che cugino acquisito Gronchi, che lo ha omaggiato alla fine della messa con una bellissima lettera, il rappresentante della Curva con la maglietta, gli ex giocatori degli “anni d’oro” (con Luca Ciulli si è sentito fino alla settimana prima del ricovero), il grande amico Renzo Comparini, tutto questo mi ha riempita di orgoglio, quell’orgoglio che ho sempre avuto nei suoi confronti ma che non ho mai “sbandierato”.
Voglio ringraziarvi tutti: avete dato a lui, a me e alla mia famiglia una dimostrazione di affetto che non mi sarei aspettata.
Se non ho citato qualcuno non me ne vogliate: eravate in tanti e io sono andata in confusione, quindi consideratevi tutti compresi.
Gli ultimi tempi sono stati per noi duri: la consapevolezza c’era da un bel po’, ma come si dice in questi casi, non si è mai pronti fino in fondo… voi ci avete aiutati ad accompagnarlo nel nostro ultimo saluto e ci avete fatto sentire meno soli.
Quindi GRAZIE MILLE e, come diceva lui, “AVANTI”.
Ciao Bà. Giulia
Non c’era il volerlo vedere dentro ad una bara (per la mia mamma, nel 2011, non ho nemmeno presenziato al funerale, non ce l’ho fatta), non c’era il suono triste e pesante delle campane a lutto, non c’erano le persone che si stringevano intorno a me e alla mia famiglia, non c’era l’immagine del carro funebre che si allontanava portandomelo via per sempre…
Ma, inaspettatamente, piano piano, mentre le ore di questi due giorni scorrevano, ogni cosa è andata diversamente e venerdì mi sono ritrovata, insieme a mio marito e al nostro bimbo, davanti a quella chiesa che per tanti anni ho guardato con paura, sapendo che “quel giorno” sarebbe arrivato.
La mattina, a casa, ho pensato che sarebbe stato bello vivere l’affetto delle persone che hanno voluto bene a Sergio: al Sergio presidente, cugino, cognato, amico di infanzia e di adolescenza, quindi mi sono presentata.
I gloriosi anni dei “Lupi” sono passati ormai da tempo, ma vedere quella bandiera sul feretro, il libro del sessantesimo scritto con cura insieme al mitico Lemar e poi ancora i ragazzi con la tuta della squadra, l’ex presidente Pantani con la cravatta biancorossa ed il “presidente dei presidenti” non che cugino acquisito Gronchi, che lo ha omaggiato alla fine della messa con una bellissima lettera, il rappresentante della Curva con la maglietta, gli ex giocatori degli “anni d’oro” (con Luca Ciulli si è sentito fino alla settimana prima del ricovero), il grande amico Renzo Comparini, tutto questo mi ha riempita di orgoglio, quell’orgoglio che ho sempre avuto nei suoi confronti ma che non ho mai “sbandierato”.
Voglio ringraziarvi tutti: avete dato a lui, a me e alla mia famiglia una dimostrazione di affetto che non mi sarei aspettata.
Se non ho citato qualcuno non me ne vogliate: eravate in tanti e io sono andata in confusione, quindi consideratevi tutti compresi.
Gli ultimi tempi sono stati per noi duri: la consapevolezza c’era da un bel po’, ma come si dice in questi casi, non si è mai pronti fino in fondo… voi ci avete aiutati ad accompagnarlo nel nostro ultimo saluto e ci avete fatto sentire meno soli.
Quindi GRAZIE MILLE e, come diceva lui, “AVANTI”.
Ciao Bà. Giulia
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