I GIARDINI DI MARZO
06-03-2026 05:00 - News Generiche
Sembrano piccoli batuffoli di cotone appesi ai rami ancora nudi. Sono di colore rosa chiaro dai toni leggermente più accesi, quel colore pieno di sfumature che solo la natura riesce a darci.
Sono i delicati fiori di pesco, simbolo della rinascita e annuncio di primavera. Molti sono ancora chiusi, altri spiccano, desiderosi di luce, di aria, di vita. Si apriranno e saranno una bellissima nuvola, quasi un ricamo, a tingere il cielo, nuvola cullata dalla lieve brezza del vento marzolino.
Nei giardini bianchi tappeti di margherite contrastano con il verde dell’erba appena nata e poco spazio lasciano alle timide violette, nascoste, talvolta, fra le siepi, quasi ad aver timore di esserci.
E, poi, ci sono i merli che zampettando affamati e incuriositi, beccheggiano e svolazzano da una parte all’altra.
Che dire, infine, della temperatura più mite a scaldar l’aria, un invito sicuro per lucertole e lombrichi a godersela tutta.
“C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole, anzi di antico…” (non me ne voglia Giovanni Pascoli), si, perché quella percezione di nuovo che il sole ci dà, dopo tanta pioggia, buio e freddo, altro non è che un miracolo antico, il miracolo della vita che si ripete, è il susseguirsi inesorabile dei giorni e delle stagioni, che seppur alterate sono sempre una bellezza.
E, quando, Lucio Battisti ci accompagnava con le sue indimenticabili parole “I giardini di marzo, si vestono di nuovi colori e le giovani donne vivono nuovi amori…”, potremmo cantarle oggi come allora, come un inno alla vita.
Poco importa se il tempo che ci lasciamo dietro ha un sapore assai diverso da quello che stiamo vivendo, quello che conta è affacciarsi di nuovo alla vita e, magari, schiudersi lentamente come i fiori di pesco, un po' alla volta, ben attaccati ai rami, fino allo sfiorire.
Patrizia Bianconi
Sono i delicati fiori di pesco, simbolo della rinascita e annuncio di primavera. Molti sono ancora chiusi, altri spiccano, desiderosi di luce, di aria, di vita. Si apriranno e saranno una bellissima nuvola, quasi un ricamo, a tingere il cielo, nuvola cullata dalla lieve brezza del vento marzolino.
Nei giardini bianchi tappeti di margherite contrastano con il verde dell’erba appena nata e poco spazio lasciano alle timide violette, nascoste, talvolta, fra le siepi, quasi ad aver timore di esserci.
E, poi, ci sono i merli che zampettando affamati e incuriositi, beccheggiano e svolazzano da una parte all’altra.
Che dire, infine, della temperatura più mite a scaldar l’aria, un invito sicuro per lucertole e lombrichi a godersela tutta.
“C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole, anzi di antico…” (non me ne voglia Giovanni Pascoli), si, perché quella percezione di nuovo che il sole ci dà, dopo tanta pioggia, buio e freddo, altro non è che un miracolo antico, il miracolo della vita che si ripete, è il susseguirsi inesorabile dei giorni e delle stagioni, che seppur alterate sono sempre una bellezza.
E, quando, Lucio Battisti ci accompagnava con le sue indimenticabili parole “I giardini di marzo, si vestono di nuovi colori e le giovani donne vivono nuovi amori…”, potremmo cantarle oggi come allora, come un inno alla vita.
Poco importa se il tempo che ci lasciamo dietro ha un sapore assai diverso da quello che stiamo vivendo, quello che conta è affacciarsi di nuovo alla vita e, magari, schiudersi lentamente come i fiori di pesco, un po' alla volta, ben attaccati ai rami, fino allo sfiorire.
Patrizia Bianconi
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