L'AQUILONE
24-08-2026 05:00 - News Generiche
Ha attraversato l’azzurro del cielo, legato a un filo sottilissimo che un nonno, camminando sulla riva, teneva con pazienza e abilità, mentre la nipotina al suo fianco aveva lo sguardo fisso in alto per seguirne ogni minimo movimento.
L’aquilone da lassù si muoveva leggero, scodinzolando la coda colorata con fare civettuolo. La brezza poco più di un soffio ne assecondava il movimento.
Sembrava un’enorme farfalla sulle cui ali spiccavano il rosa e il celeste, che a tratti si confondeva con il cielo.
Piccoli passi dell’uomo e il filo tirato, un po' più su e un po' più, un gioco d’equilibrio e di libertà, una danza in compagnia di alcuni gabbiani incuriositi e, forse, ammirati. E non solo.
Sulla battigia fra secchielli e palette, dita e occhi puntati a indicare il passaggio dell’aquilone, per un attimo fermo sulle loro teste.
Di nuovo il filo ripreso per un altro slancio e i passi della nipotina a tenere il tempo con quelli del nonno.
A un tratto le loro gambe si sono confuse con tante altre, di donne, uomini, bambini e, perfino, zampe di cani.
Rimaneva soltanto a ondeggiare l’aquilone, sempre più piccolo, sempre più lontano, fino a diventare un puntino perso nel cielo.
Patrizia Bianconi
L’aquilone da lassù si muoveva leggero, scodinzolando la coda colorata con fare civettuolo. La brezza poco più di un soffio ne assecondava il movimento.
Sembrava un’enorme farfalla sulle cui ali spiccavano il rosa e il celeste, che a tratti si confondeva con il cielo.
Piccoli passi dell’uomo e il filo tirato, un po' più su e un po' più, un gioco d’equilibrio e di libertà, una danza in compagnia di alcuni gabbiani incuriositi e, forse, ammirati. E non solo.
Sulla battigia fra secchielli e palette, dita e occhi puntati a indicare il passaggio dell’aquilone, per un attimo fermo sulle loro teste.
Di nuovo il filo ripreso per un altro slancio e i passi della nipotina a tenere il tempo con quelli del nonno.
A un tratto le loro gambe si sono confuse con tante altre, di donne, uomini, bambini e, perfino, zampe di cani.
Rimaneva soltanto a ondeggiare l’aquilone, sempre più piccolo, sempre più lontano, fino a diventare un puntino perso nel cielo.
Patrizia Bianconi
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