18 Aprile 2019
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Dal 1977 al 2006 quasi sei lustri di sostegno per i " Lupi "
PER LA "FOSSA" 31 ANNI DI TIFO

La fondarono nell´autunno del 1977 perchè, essendo più giovani, volevano costituire un nuovo gruppo rispetto agli "Ultras", sorti ufficialmente nel 1973.
Giancarlo Parenti ed Emilio De Bernardi che, della "Fossa dei Lupi"
furono i fondatori ufficiali ne parlarono con "quelli che comandavano" nella parte estrema della palestra Banti dove da qualche anno si davano appuntamento, ad ogni partita dei "Lupi", gli "Ultras" santacrocesi.
Da loro giunse il benestare e la "Fossa" debuttò così nel campionato di B 1977-78.
Da allora fu un´excalation continua. Tanti e tanti ragazzi si avvicinarono, tifando ai "Lupi"e, con l´ arrivo prima della A2 nel 1979 e poi, dell´ A1 nel 1984, fu una serie di notevoli successi.
Col tempo gli "Ultras" si erano ritirati dalla scena lasciando, però, in ricordo, il loro striscione ai capi della "Fossa". Alcuni noti "Ultras" biancorossi erano entrati alla fine degli anni Settanta nel consiglio perchè la società stava attraversando, dopo l´era Pierotti, un periodo di crisi di "vocazioni" a livello dirigenziale ed il presidente Gronchi era rimasto con pochi collaboratori (che si contavano sulle dita di una mano) in società. Ed allora si erano fatti avanti in cinque per mandare avanti i "Lupi" e così, dopo una storica riunione, nella villa di Poggio Adorno del dottor Alberto Giannoni, erano entrati nel consiglio: Marco Lepri, Leonardo Ciardi, Ale Bini, Mario Marconi e Sergio Menichetti.
Ma torniamo alla "Fossa".
"Gli anni Ottanta furono quelli del massimo fulgore - ricorda il popolare Urbino Taddei - con tante iniziative e trasferte indimenticabili. La prematura scomparsa del povero Giancarlo fù un colpo durissimo ma, soprattutto nel suo nome, andammo avanti restando vicini alla squadra. I campionati in trasferta per la nostra squadra si susseguivano per la mancanza di un regolare palazzetto a Santa Croce e, dopo tre campionati a Pontedera e due a Fucecchio, ci eravamo trasferiti al "Fontevivo" di San Miniato.
In tante occasioni la "Fossa" era stata importante e forse determinante per l´ottenimento di determinati risultati. Poi erano arrivati gli anni Novanta. "Anni duri e difficili - spiega Maurizio Macchia - l´inizio era stato buono ma, dalla stagione ´92-93 (quella di Lucca) in poi, anche per la "Fossa" c´era stato da soffrire e stringere i denti vedendo la squadra sballottata qua e là  per disputare un qualsiasi campionato di A2 o di B1.
Lucca, Staffoli, San Miniato, Montecatini e proprio qui, nella città termale, toccammo l´ apice della crisi tanto da non esporre neppure uno striscione nell´arco di un intero campionato di A2 pur restando fedeli alla linea ed ai nostri principi.
Ricordo che nella stagione ´92-93 giocammo addirittura una partita interna con il Catania...a Scandicci.
Pur con tutta la buona volontà era difficile rendere efficiente l´organizzazione e poi i risultati della squadra non favorivano l´entusiasmo, di una tifoseria smarrita, diventata apatica e scarsamente interessata.
Gli anni Novanta, specialmente la seconda metà, sono stati i più grigi per la società e, di conseguenza più difficili per la "Fossa" ma non abbiamo mai mollato.
Il risveglio c´è stato nella stagione 1999/2000 quella del ritorno in A2 specialmente nell´ultima partita di quella lunga stagine in occasione della terza ed ultima sfida coi leccesi del Taviano che valse il ritorno in A2".
Mister Fajo che ha vissuto in prima persona le ultime vicende della "Fossa" prosegue.
"Nel campionato di A2 2000/01 siamo tornati su buoni livelli anche in qualche trasferta dando un fattivo contributo per la slvezza. Non c´è stato nulla da fare invece nella stagione successiva. Nonostante la buona volontà e i continui tentativi di sollecitare la squadra abbiamo dovuto arrenderci prendendo atto che quella era una stagione nata subito male e complicarsi sempre più nel suo corso anche per lo scarso spessore tecnico della formazione. Ma per il futuro sono fiducioso. In società le cose sono cambiate in meglio grazie ai nuovi dirigenti".
Il 28 ottobre 2002 viene inaugurato a Santa Croce il palasport intitolato al "nostro" Giancarlo Parenti. E´ una data storica e, nel campionato 2002-03 la "Fossa" riacquista immediatamente forza e convinzione. La grande attesa è finita. Ora bisogna riportare la gente al palasport e la "Fossa" indica la strada con un manifesto in tema dal titolo: RIEMPI LA TUA CURVA!
Il risultato è sempre più confortante di domenica in domenica e tanti "vecchi" ultrà biancorossi si rifanno vivi al fianco della squadra.
C´è un grande fermento e viene fatto cucire, dalla mamma di Urbino, un mega-bandierone che ricopre da solo tutta la Curva.
I "vecchi" della Curva, i tifosi storici, quelli che hanno un passato serio nella "Fossa",
occupano la parte finale della Curva per una presenza costante mentre i più giovani si piazzano al centro dove compare lo storico striscione del gruppo.
Le trasferte di Crema e di Schio sono le migliori in fatto di organizzazione.
C´è inoltre grande interesse per il materiale (sciarpe, magliette...) che vanno sempre a ruba.
Tanti ragazzi nuovi e pronti a darsi daffare arrivano in Curva dove i "vecchi" auspicano un ricambio generazionale, per dare seguito alla tradizione.
I più irriducibili, quelli che nei momenti bui non hanno mai mollato, anche in tre o quattro, conservando gli striscioni, a difesa della storia ed a guardia di una fede sono conosciuti da tutti.
Questa Curva e questa "Fossa" gremita e colorata di biancorosso è la loro personale vittoria.
Il campionato di A2 2003-04 conferma la vitalità della "Fossa" con il popolare ed instacabile "Busso" sempre in prima fila.
Viene lanciato il nuovo logo del gruppo e confermato l´impegno nel sociale specialmente nei confronti di quei ragazzi che dalla vita non hanno ricevuto molta fortuna.
Il "banchino" della "Fossa" in casa non manca mai e fa la sua presenza anche alla "Festa dell´amaretto" ed a quella del "Guerrini". Sarà così anche in futuro.
Le trasferte di Bassano, Loreto, Formigine e Forlì sono motivo di soddisfazione.
Dice Busso: "Abbiamo mantenuto la nostra linea senza mai scendere a patti, sentendoci indipendenti, facendo col nostro, senza dipendere da nessuno".
La stagione 2004-05 è fenomenale. La Codyeco Lupi vince tutto: Coppa Italia di A2 e campionato, volando in A1.
"Stagione memorabile - prosegue ancora Busso - con tante iniziative ed una serie di ricordi incancellabili. Una presenza quasi costante in trasferta per ben due volte a Bassano (campionato e coppa), Ferrara, Castelnuovo del Garda, Grottazzolina, Forlì, Bergamo e Bolzano, mentre altri, a livello personale, sono stai a Crema, Schio, Loreto e Isernia. Tante le iniziative e stupende talune coreografie.
Tutto prima del campinato di A1 2005-06.
"Una stagione che non dimenticheremo mai - conclude Busso - perchè la "Fossa" è cresciuta ancora, ha dato il massimo, non si è mai tirata indietro ed ha confermato il suo incredibile amore per la Codyeco Lupi.

LEMAR

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