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LAVORI IN CORSO - I GREGGI RACCONTANO

17-01-2021 06:55 - News Generiche
Anche quella sera ci ritrovammo al solito posto tutti insieme: io (Bolide), Riello, Leto, Pavolucci e Mario (figliolo del mitico Florio); quest'ultimo aveva da poco preso la patente.
E faceva rodaggio con la macchina di babbo Florio, una vecchia Ford Taunus con un'enorme bauliera. Era una notte novembrina del 1980 con una nebbia che un si vedeva da qui a lì.
Stavamo andando a girelloni per le strade del Comprensorio, senza un motivo particolare, come penso abbiano fatto quasi tutti.
Ovvero, quando il primo di una compagnia prendeva la patente, tutti gli amici non vedevamo l'ora di montare e scorrazzare, solo per il gusto del nuovo modo di andare in giro, eravamo a uno step superiore e bisognava esplorare nuovi orizzonti... infatti non so chi, ma penso Mario, ebbe la brillante idea, vedendo un'interruzione sulla strada in via dei Tavi, con tanto di segnaletica, di dire: “Oh ragazzi, ma perché non prendiamo tutta questa roba e la portiamo da un' altra parte, così facciamo una nuova interruzione?”.
Vuoi vede' noi ... le lampadine delle idee si erano già accese.
Caricammo in fretta e furia nella bauliera capiente della macchina, tutto quanto compreso i lumini che segnalavano il pericolo, che a quel tempo non erano a batteria come ora, ma a olio con una vera fiamma.
Una transenna usciva quasi per metà dalla bauliera, cartelli tondi con la freccia blu di direzione, divieto di transito, ballini arancioni per tenere fermi i cartelli, insomma tutto l'occorrente.
Andammo verso Fucecchio e, per la strada, Leto fa: “Se s'arrovescia il lumino piglia foo ugniosa”.
Vo vede' Mario: “Se piglia foo, chi glielo dice a mi pà?”.
Ci fermammo più volte, a controllare che il luminò a olio non s'arrovesciasse per la bauliera, durante il tragitto verso Fucecchio, prima di arrivare dall'ex Silla, vicino al chiesino, dove ora c'è' il semaforo, dove da una parte si svolta per andare alla Coop e dall'altra per andare verso la bua del palio. Infatti, l'idea era quella di transennare l'argine alto che portava direttamente alla bua del palio e così facemmo.
Avevamo appena finito di scaricare e sistemare tutto, che nella nebbia intravedemmo i fari di una macchina che stava per sopraggiungere.
Mario saltò in macchina al volo col Pavolo e scappò via impaurito.
Mentre a me, Leto e Riello, non ci restò che buttarci giù di sotto al ciglione, tra l'erba bagnata, per non farci vedere.
La macchina si fermò davanti alle transenne, uscì fuori un omino, guardò un po' la strada appena transennata e ci tirò subito una bella eresia accompagnata dal commento: “Son passato un paio d'ore fa' per andà al barre e un c'era nulla ... ora trovo tutto chiuso. Mah, oh che lavorano anche dopo cena? Ora come fo' a passà?”.
Si guardò un po' intorno e cominciò a togliere la roba dalla via e lanciarla di sotto al ciglione.
A me e Riello ci passarono due cartelli sopra la testa e noi sempre zitti.
Appena ebbe fatto spazio, rimontò in macchina bofonchiando e se ne andò via nella nebbia.
Noi risalimmo il ciglione tutti bagnati e infreddoliti, mentre Mario aveva fatto il giro con la macchina per tornare a prenderci.

da I Greggi raccontano


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