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"LE CONCERIE DEVONO RIPARTIRE ORA"

15-04-2020 12:30 - News Generiche
Il direttore generale di Unic confessa: altre due settimane di stop significherebbero il disastro totale.
«La filiera della moda potrebbe ripartire tra il 18 e il 20 aprile, almeno questo è l'obiettivo per il quale lavoriamo e che auspichiamo", dice Fulvia Bacchi , direttore generale di Unic-Concerie Italiane che fotografa un preoccupante stato del settore: "Le nostre proiezioni ci portano, oggi, ad ipotizzare una perdita di produzione e fatturato a fine anno che sfiora il 50% e se non ripartiamo velocemente sarà un disastro".
Presto vuol dire prima del 4 maggio. Perché altre due settimane abbondanti il mondo della pelle, del cuoio e della moda in genere, non possono permetterselo.
Non solo perché vorrebbe dire aumentare ancora la previsione di perdita – che è già notevole –, ma c'è anche da tenere conto della concorrenza che le aziende si troveranno davanti: "I francesi sappiamo che riapriranno più avanti, ma per esempio la Spagna è già ripartita".
La Cina anche. La conceria (come il calzaturiero, il mondo della pelletteria ed a ruota la filiera nel complesso) dunque vuol ripartire anche per avere un quadro di come traghettare la sua produzione oltre l'emergenza Covid-19 che sta interessando tutto il mondo e le cui conseguenze economiche, ancora, sono tutte da valutare.
Ma c'è il rischio di riaccendere i motori mentre il mondo è fermo, i negozi chiusi, il mondo della moda congelato dall'emergenza?
"Abbiamo ricevuto più di una segnalazione da aziende del settore che stanno avendo contatti interessanti ed ordini – spiega Bacchi –. Ci sono griffe che in questa situazione attuale hanno spinto molto l'e-commerce e il tutto il settore della vendita on line, pertanto sono pronte a ricevere produzione".
Ci sono poi altri aspetti sul tavolo: "C'è la campionatura per l'estate 2021 che è una stagione che comunque non possiamo permetterci di perdere – aggiunge il direttore generale di Concerie Italiane – e se ripartiamo a breve possiamo ancora recuperare qualcosa; è indispensabile secondo noi rientrare tra le aziende che potranno uscire dalla quarantena, appunto, entro il 20 aprile".
E in vista della possibilità Unic si prepara anche con un protocollo – che dovrà essere concertato con i sindacati – per la ripartenza con tutte le regole e gli adeguamenti necessari in termini di sicurezza per la Fase 2: "Le nostre aziende – conclude Bacchi – sappiamo essere tutte pronte a mettere in atto ogni misura e poi c'è da tenere conto che il lavoro in conceria non prevede assembramenti e già il distanziamento tra i soggetti è molto ampio". Occhi puntati sulle prossime decisioni.
Per restare un player tra i più importanti al mondo. Primato da non perdere e che vale, solo qui, 6mila posti di lavoro.

Fonte: Carlo Baroni - La Nazione

Nella foto di Lemar: tagliatori di pelli grezze all'opera.

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