MEMORIAL NASSI IN ARRIVO A PONTEDERA
18-09-2026 05:59 - News Generiche
Pubblichiamo ben volentieri questo articolo relativo a Fabrizio Nassi il capitano dei "Gabbiani d'argento", il campione di pallavolo, il ragazzo di Pontedera, perno della Zoli e del Cus Pisa, il campione d'Italia a Catania, l'idolo dei tifosi dei "Lupi" di Santa Croce, dal 1983 al 1986, un grande giocatore. Sabato 3 ottobre, Pontedera gli tributerà tutti gli onori col quinto Memorial a lui dedicato.
Frattanto proponiamo questo articolo tratto da Football & Sport Memories, pubblicato su Facebook, certi di incontrare il favore dei veri sportivi e di tutti coloro che hanno saputo apprezzare un campione del calibro di Fabrizio Nassi.
Eccolo: "Nel 1978, l'Italia intera scoprì la passione per la pallavolo grazie a un gruppo di ragazzi capaci di compiere un'impresa straordinaria.
In quella nazionale, passata alla storia come i "Gabbiani d'argento", c'era Fabrizio Nassi che in veste di capitano guidò la squadra azzurra al Campionato Mondiale disputato in casa, a Roma, trascinando il gruppo fino a una storica e inaspettata finale contro l'imbattibile Unione Sovietica. Nonostante la sconfitta nell'ultimo atto, quella medaglia d'argento assunse i riflessi dell'oro per l'impatto culturale e sportivo che ebbe sul Paese, consacrando Nassi come il leader carismatico di una generazione che tracciò la via per i futuri successi del volley italiano.
Una delle particolarità di questa storia è legata alla genesi di quel gruppo il cui "zoccolo duro" non giunse dalle tradizionali piazze storiche della pallavolo italiana, ma da una straordinaria impresa sportiva all'ombra dell'Etna.
Ed è proprio in Sicilia che il toscano Nassi, nato a Pontedera, raggiunge la consacrazione quando proprio nell'anno dei mondiali in Italia, 1978, vince uno scudetto storico con la Pallavolo Catania.
La svolta giunge proprio da una Federazione che, decisamente alle strette e priva ancora di un coach per la nazionale a pochi mesi dalla kermesse iridata chiama il giovane tecnico Carmelo Pittera, l'uomo del "miracolo etneo".
Ma sarebbe ingiusto definire "miracolosa" quella che, a tutti gli effetti, era una grandissima squadra.
Pittera approda in azzurro alle sue condizioni, ottiene anche l'assunzione del suo vice, Nino Cuco e la possibilità di continuare a svolgere la sua attività alla Paoletti Catania dal cui roster attinge a piene mani per la costruzione della sua Italia.
Nella nazionale che disputa i Mondiali da padrona di casa, i giocatori della Paoletti sono cinque.
Le sue prestazioni lo avevano già portato a debuttare in Nazionale nel 1972 e a partecipare alle Olimpiadi di Montreal nel 1976.
Dopo l'indimenticabile 1978, la sua avventura ad alto livello continuò con la partecipazione ai Giochi Olimpici di Mosca nel 1980 e ai Mondiali del 1982, per poi chiudere una splendida carriera sul campo a Spoleto alla fine degli anni '80.
Fabrizio Nassi, scomparso nel 2019 a seguito di un male incurabile, è rimasto nell'immaginario collettivo come l'uomo capace di unire l'Italia del volley, firmando l'asse storico tra Catania e la Nazionale".
M.L.
Nella foto: Lazzeroni chiama Nassi ad un attacco dal centro.
Frattanto proponiamo questo articolo tratto da Football & Sport Memories, pubblicato su Facebook, certi di incontrare il favore dei veri sportivi e di tutti coloro che hanno saputo apprezzare un campione del calibro di Fabrizio Nassi.
Eccolo: "Nel 1978, l'Italia intera scoprì la passione per la pallavolo grazie a un gruppo di ragazzi capaci di compiere un'impresa straordinaria.
In quella nazionale, passata alla storia come i "Gabbiani d'argento", c'era Fabrizio Nassi che in veste di capitano guidò la squadra azzurra al Campionato Mondiale disputato in casa, a Roma, trascinando il gruppo fino a una storica e inaspettata finale contro l'imbattibile Unione Sovietica. Nonostante la sconfitta nell'ultimo atto, quella medaglia d'argento assunse i riflessi dell'oro per l'impatto culturale e sportivo che ebbe sul Paese, consacrando Nassi come il leader carismatico di una generazione che tracciò la via per i futuri successi del volley italiano.
Una delle particolarità di questa storia è legata alla genesi di quel gruppo il cui "zoccolo duro" non giunse dalle tradizionali piazze storiche della pallavolo italiana, ma da una straordinaria impresa sportiva all'ombra dell'Etna.
Ed è proprio in Sicilia che il toscano Nassi, nato a Pontedera, raggiunge la consacrazione quando proprio nell'anno dei mondiali in Italia, 1978, vince uno scudetto storico con la Pallavolo Catania.
La svolta giunge proprio da una Federazione che, decisamente alle strette e priva ancora di un coach per la nazionale a pochi mesi dalla kermesse iridata chiama il giovane tecnico Carmelo Pittera, l'uomo del "miracolo etneo".
Ma sarebbe ingiusto definire "miracolosa" quella che, a tutti gli effetti, era una grandissima squadra.
Pittera approda in azzurro alle sue condizioni, ottiene anche l'assunzione del suo vice, Nino Cuco e la possibilità di continuare a svolgere la sua attività alla Paoletti Catania dal cui roster attinge a piene mani per la costruzione della sua Italia.
Nella nazionale che disputa i Mondiali da padrona di casa, i giocatori della Paoletti sono cinque.
Il resto è storia, l'Italia giunge fino alla finale dove è costretta a piegarsi dinanzi allo strapotere sovietico, ma quell'argento vale quanto un titolo mondiale per un movimento la cui nazionale si era qualificata per la prima volta ai Giochi Olimpici due anni prima a Montreal e che il massimo risultato raggiunto a livello mondiale era stato l'ottavo posto nella prima edizione disputata a Praga nel 1949.
Fabrizio Nassi è un punto di riferimento e le sue doti di leadership già mostrate a Catania sono indiscutibili, Pittera sa di poter sempre fare affidamento sul suo numero 7.
Prima di questa doppia consacrazione, la carriera di Nassi era iniziata in Toscana, crescendo agonisticamente nel CUS Pisa, dove si era messo in mostra come uno degli schiacciatori più efficaci e continui del panorama nazionale.Fabrizio Nassi è un punto di riferimento e le sue doti di leadership già mostrate a Catania sono indiscutibili, Pittera sa di poter sempre fare affidamento sul suo numero 7.
Le sue prestazioni lo avevano già portato a debuttare in Nazionale nel 1972 e a partecipare alle Olimpiadi di Montreal nel 1976.
Dopo l'indimenticabile 1978, la sua avventura ad alto livello continuò con la partecipazione ai Giochi Olimpici di Mosca nel 1980 e ai Mondiali del 1982, per poi chiudere una splendida carriera sul campo a Spoleto alla fine degli anni '80.
Fabrizio Nassi, scomparso nel 2019 a seguito di un male incurabile, è rimasto nell'immaginario collettivo come l'uomo capace di unire l'Italia del volley, firmando l'asse storico tra Catania e la Nazionale".
M.L.
Nella foto: Lazzeroni chiama Nassi ad un attacco dal centro.
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