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NUOVO, BELLO E PRESTIGIOSO EPPURE LA PRIMA SQUADRA NON CI HA MAI GIOCATO

17-05-2020 06:38 - News Generiche
L'incredibile vicenda del palazzetto, costruito a tempo di record e che ora rischia di diventare una cattedrale nel deserto.
LA STORIA - Ha ospitato soltanto le partite ufficiali della serie B2 femminile, il bel palazzetto dello sport costruito in località La Gabella, a poca distanza dal centro di Calci, proprio in mezzo ad un compound sportivo preesistente (nuoto, campi da tennis e calcetto).
Come orgogliosamente annunciato: il primo palazzetto privato in Italia (nella foto ripreso dall'alto), dotato, da progetto, di risorse "green" come il riscaldamento a fotovoltaico.
Costruito e ultimato a tempo di record (nei primi sei mesi del 2019), è stata anche la "casa", informale, della serie A2 Peimar: raduno, primi allenamenti, e poi gran parte del lavoro tecnico nella stagione regolare.
Spara-palloni sempre in funzione, sedute mattutine e pomeridiane, allenamenti congiunti... ma niente gare ufficiali.
La doccia fredda della mancata omologazione è arrivata proprio a ridosso della stagione regolare, e la società è stata costretta a condividere, affittandolo, il PalaParenti di Santa Croce con i legittimi padroni, i Lupi della Kemas Lamipel, stesso campionato, e "rivalità" sportiva comunque sentita.
Inizialmente si è creduto di poter superare il veto della Lega mettendo a norma quanto oggetto di osservazione da parte delle commissioni federali; successivamente è subentrato l'impasse nei lavori, con un rapporto tra proprietà e Comune all'insegna del grande gelo e dei "no comment".
La struttura, imponente, realizzata in legno e dotata di una grande tribuna in cemento, ristrutturata, e di una più piccola, in ferro, sul lato corto, non ha mai visto la serie A2 per cui era stata fortemente voluta e realizzata. Non ha mai ospitato video-check, postazioni per scoutman e cronisti, speaker, telecamere delle dirette di Lega.
Con grave danno economico (si pensi al pubblico perso, alla campagna abbonamenti mai partita e alla mancata commercializzazione degli spazi) e sportivo, perché una squadra, pur volenterosa, pur organizzata, deve allenarsi e poi giocare a casa propria, soprattutto nella pallavolo che "vive" di punti di riferimento e di spinta del pubblico.
Il palazzetto, come detto, ha fatto da "salotto" alla bella B2 femminile Vbc, in corsa, da neopromossa, per un posto nelle primissime posizioni.
Un ambiente suggestivo e funzionale che rischia però di diventare una cattedrale nel deserto, se non si troveranno soluzioni nella gestione tra la proprietà, la Peimar, l'amministrazione comunale e le società sportive del territorio.

Fonte: D.R. - Il Tirreno

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