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PREMIO SANTA CROCE - FALLERI: "LE MIE RADICI"

12-09-2026 06:20 - News Generiche
Oggi alle 11 lo scrittore, sceneggiatore, regista e attore riceverà il riconoscimento nella sala consiliare del palazzo comunale.
Il Premio Santa Croce 2026 verrà consegnato domani, alle 11, nella sala consiliare del municipio, a Daniele Falleri (foto), scrittore, regista, sceneggiatore e attore che partì giovanissimo dalla cittadina delle concerie, nei primi anni Ottanta, per il servizio militare e negli stessi anni decise di intraprendere la carriera teatrale, cinematografica e televisiva dopo un incontro con Paolo Villaggio a Città della Pieve.
"Non abito a Santa Croce da più di trent'anni – racconta Falleri – ma il legame è ancora forte, è un legame di identità che per certi versi nel corso della mia vita è stato rinverdito da eventi alle volte piacevoli, altre meno. Santa Croce è le mie radici. Se mi chiedono di dove sono dico di Santa Croce sull'Arno e se non sanno dov'è mi spingo al massimo a dire vicino a Empoli, in Toscana, in Valdarno".
Il padre, Francesco, è morto lo scorso anno. La madre, Marta, è scomparsa alcuni anni fa.
"La mia identità da santacrocese la ritrovo anche nella mia scrittura, soprattutto nei tratti taglienti e sarcastici e so bene che questo modo di scrivere e raccontare lo ho assorbito a Santa Croce, in Toscana durante la prima fase della mia vita – dice ancora Daniele Falleri – La mia passione è da sempre la scrittura. A 12 anni chiesi ai miei genitori di regalarmi un diario segreto, di quelli da chiudere a chiave.
Avevo letto il diario di Anna Frank, un libro che mi ha influenzato molto per la forma narrativa oltre che per i concetti. Fino a 19 anni ho scritto il mio diario. Finito il militare ho cominciato a scrivere brevi racconti.
A quei tempi pensavo che la narrativa fosse solo romanzi e il mio sogno era fare un romanzo, pochi anni dopo mi è capitato di scrivere una sceneggiatura e mi sono reso conto della potenza di questa scrittura, sia in teatro che in televisione".
Falleri ha lavorato, tra i tanti, con tre attori straordinari: Paolo Villaggio, Nino Manfredi e Franca Valeri.
Fu Falleri a trattenere Villaggio, che voleva lasciare la serie televisiva Carabinieri perché non gli piaceva il copione.
Falleri lo riscrisse insieme a lui e da figura di second'ordine diventò sceneggiatore".
"La notizia del Premio Santa Croce mi ha fatto molto piacere – dice ancora Daniele Falleri – Lo vivo come qualcosa che doveva succedere, anche per una storia personale, visto che mio padre è venuto a mancare un anno fa. L'ho sentito come qualcosa che doveva accadere, non per presunzione, ma per identità personale".
Nel futuro di Falleri c'è ancora la scrittura, con un nuovo libro. "L'inizio di un progetto editoriale, parto con questo primo libro e nell'arco di 3 anni ne dovrebbero uscire dodici – conclude Falleri – E'un progetto editoriale che ha a che fare con la recitazione, di più preferisco non svelare.
Inoltre, sono molto attivo dal punto di vista della docenza, sono insegnante al centro sperimentale di cinematografia e faccio le Masterclass in giro per l'Italia. Questo mi piace molto, perché sento che posso dare molto ai miei alunni e loro danno molto a me".

Fonte: Gabriele Nuti - La Nazione