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RICORDANDO ALDO GIACOMELLI

25-09-2026 05:26 - News Generiche
Sono trascorsi circa 40 giorni da quando la barberia Giacomelli, in corso Mazzini a Santa Croce, non ha più riaperto.
Aldo se n'è andato improvvisamente lunedì 17 agosto stroncato da un malore in quel di Pian degli Ontani, sull'Appennino pistoiese.
Venerdì 14 fu l'ultimo giorno prima delle ferie e, cordiale come sempre, salutò tutti fino all'ultimo cliente.
0ra anche quella saracinesca è chiusa. Alla sua morte, un conosciuto sostenitore dei colori biancorossi, sulla sessantina, pose un mazzo di fiori.
Pochi giorni dopo qualcun altro affisse un cartello che racchiude un certo significato con su scritto: “Eri parte di qualcosa che non esiste più. Ci si vede dal Gicomelli ed eravamo felici”.
La barberia non riaprirà più, portandosi dietro un'infinità di ricordi e di aneddoti pluridecennali di storia santacrocese.
L'augurio è che i più vecchi li tramandino ai giovani, ai figli e soprattutto ai nipoti, con la speranza che questi siano interessati. Chissà, ma non sarà facile.
Ora, per gli storici frequentatori, s'è fatta dura.
Manca quel punto di riferimento, quegli appuntamenti quasi quotidiani, quel sapere che Aldo era aperto, che ci sarebbe stata la possibilità di incontrarsi, di passare un po' di tempo, facendo due chiacchiere, in ogni momento.
Subito a caldo, nei giorni susseguenti la dipartita di Aldo, c'erano state delle idee per continuare a vedersi, tra i più assidui, ma col passare dei giorni quel flebile entusiasmo si è gradualmente spento.
C'è chi ha puntato sul bar Verbella, chi si ritrova un po' Su Fossi, chi la sera si siede sui “troppoli” in marmo di piazza Garibaldi, formando un crocchio fra vecchi santacrocesi.
Il datato collaboratore de La Nazione, un po' cronista occasionale – sia per passione e per Dna - che arriva in bicicletta a fine pomeriggio, fa le proprie, scontate, considerazioni guardando “chi è rimasto aperto”.
Dalla farmacia Comunale in giù, verso piazza Garibaldi, ci sono la Casa del Popolo ed una barberia gestita da pakistani.
Qualcosa va avanti in quella che i santacrocesi definiscono “piazza della chiesa”. Tengono duro: una tabaccheria, il negozio di Piceni Belli, il bar Vacchetta, Alberto Fashion Store, la gioielleria Baroni e la macelleria di Marcello e Vittoria.
Meglio girare in via Turi ed entrare Sù Fossi, pedalando fra pensieri e ricordi.
Dentro al bar Giannini, una decina di persone attendono l'ora di cena. C'è qualche componente dei “Greggi”, altra gente di paese e alcuni extracomunitari.
“Siamo questi”, è il pensiero di chi scrive che, di proposito non vuole imboccare il corso, tirando verso casa.
Passare di nuovo davanti al Giacomelli, metterebbe tristezza.

Marco Lepri