SPREGIO DEFINITIVO ALLA TARGA DEL NANINO SULL'ARNO
30-08-2026 05:24 - News Generiche
La targa dedicata a Giuliano Gozzini, il Nanino, posta nella zona dei giardini sull'Arno nel 2016, è stata nei giorni scorsi brutalmente vandalizzata, “spregiandola” definitivamente.
Era per terra, ai piedi del leggìo in legno (foto), e qualcuno sui social ha subito reso noto il definitivo e condannabile oltraggio, non solo al Nanino, ma (pure) indirettamente, a tutta Santa Croce.
Il quotidiano La Nazione, con un ampio servizio a cura di Gabriele Nuti, ha dato risalto alla cosa, scrivendo appunto che “i vandali non danno pace al Nanino”.
Infatti, per la seconda volta, è stata irrimediabilmente danneggiata la lapide che l'amministrazione guidata dall'allora sindaca Giulia Deidda posizionò su un leggìo in legno, in ricordo dell'uomo del fiume, poeta, pescatore, il più esperto conoscitore dell'Arno, dove in pratica viveva da mattina a sera, ogni mese dell'anno.
A suo modo, con le sue vivacità e le sue debolezze, come ognuno di noi, del resto, Giuliano è stato un personaggio di Santa Croce tanto che, oltre alla lapide, il Comune gli ha anche intitolato i giardini sull'Arno.
Questo quanto scritto dal pittore santacrocese Romano Masoni nel 1996, una volta appreso della scomparsa di Gozzini: "Giuliano Gozzini, meglio conosciuto come il Nanino, l'ultimo uomo del fiume, straordinario e dai mille racconti, se n'è andato. Senza rompere. I bambini lo piangeranno. Egli era di un'altra specie.
Pescatore, fabulatore incantato di rospi e di muggini, poeta delle reti e del mulinello, parlava ai corvi in compagnia del suo cane più grosso del mondo, piovutogli addosso chissà da quale parte dell'universo, forse in uno dei suoi tanti “incontri ravvicinati”.
Egli era anche un maestro nel forgiare l'acciaio, nel costruire le barche e soprattutto nel raccogliere i segnali segreti delle stagioni. Vita consumata ai margini, la sua, vita dura, durissima, vissuta con una leggerezza tutta speciale. Ora insieme a lui, è la memoria che se ne va, se ne va la storia del nostro fiume e un po' della nostra infanzia. Caro amico, ubriacone e poeta, sopravvissuto in una stagione che non ti apparteneva, ci mancherai".
Il sindaco Roberto Giannoni, appreso del nuovo atto vandalico contro la lapide dedicata al Nanino, ha condannato l'ignobile gesto, annunciando un nuovo restauro.
"La sistemeremo sicuramente – ha detto Maurizio Giannoni – A questo punto, insieme ai tecnici, cercheremo di realizzarla con un materiale più difficile da spaccare".
M.L.
Era per terra, ai piedi del leggìo in legno (foto), e qualcuno sui social ha subito reso noto il definitivo e condannabile oltraggio, non solo al Nanino, ma (pure) indirettamente, a tutta Santa Croce.
Il quotidiano La Nazione, con un ampio servizio a cura di Gabriele Nuti, ha dato risalto alla cosa, scrivendo appunto che “i vandali non danno pace al Nanino”.
Infatti, per la seconda volta, è stata irrimediabilmente danneggiata la lapide che l'amministrazione guidata dall'allora sindaca Giulia Deidda posizionò su un leggìo in legno, in ricordo dell'uomo del fiume, poeta, pescatore, il più esperto conoscitore dell'Arno, dove in pratica viveva da mattina a sera, ogni mese dell'anno.
A suo modo, con le sue vivacità e le sue debolezze, come ognuno di noi, del resto, Giuliano è stato un personaggio di Santa Croce tanto che, oltre alla lapide, il Comune gli ha anche intitolato i giardini sull'Arno.
Questo quanto scritto dal pittore santacrocese Romano Masoni nel 1996, una volta appreso della scomparsa di Gozzini: "Giuliano Gozzini, meglio conosciuto come il Nanino, l'ultimo uomo del fiume, straordinario e dai mille racconti, se n'è andato. Senza rompere. I bambini lo piangeranno. Egli era di un'altra specie.
Pescatore, fabulatore incantato di rospi e di muggini, poeta delle reti e del mulinello, parlava ai corvi in compagnia del suo cane più grosso del mondo, piovutogli addosso chissà da quale parte dell'universo, forse in uno dei suoi tanti “incontri ravvicinati”.
Egli era anche un maestro nel forgiare l'acciaio, nel costruire le barche e soprattutto nel raccogliere i segnali segreti delle stagioni. Vita consumata ai margini, la sua, vita dura, durissima, vissuta con una leggerezza tutta speciale. Ora insieme a lui, è la memoria che se ne va, se ne va la storia del nostro fiume e un po' della nostra infanzia. Caro amico, ubriacone e poeta, sopravvissuto in una stagione che non ti apparteneva, ci mancherai".
Il sindaco Roberto Giannoni, appreso del nuovo atto vandalico contro la lapide dedicata al Nanino, ha condannato l'ignobile gesto, annunciando un nuovo restauro.
"La sistemeremo sicuramente – ha detto Maurizio Giannoni – A questo punto, insieme ai tecnici, cercheremo di realizzarla con un materiale più difficile da spaccare".
M.L.
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