TECHETE' UNA STORIA LUNGA 14 ANNI
23-07-2026 05:20 - News Generiche
Arrivava puntuale ogni sera, su Rai 1 dopo il Tg delle 20. Si annunciava con una sigla ricca di volti della storia della canzone italiana e non solo.
Era il Techeté, lo storico programma che durava circa 30 minuti, accompagnando le serate estive degli italiani con immagini d'archivio, momenti cult della tv e grandi protagonisti dello spettacolo.
Ricco di canzoni, scenette e spezzoni di pubblicità, molti dei quali in bianco e nero.
C'era un po' di tutto, preparato con cura, rievocava momenti, che dal 1954 in poi sono entrati nel nostro vissuto. All'inizio, quando la televisione si vedeva nei bar o nelle case di qualche parente e i canali erano solo due, le trasmissioni erano davvero attese.
Con il tempo sono aumentati gli abbonati e i programmi si sono ampliati e arricchiti. Rivedere oggi il varietà Studio Uno, oppure Canzonissima e, ancora, scene di Gian Burrasca e tantissimi altri, è stato veramente un tuffo nel passato.
Bellissime le canzoni di Mina, Ornella Vanoni, Celentano e al grande Peppino di Capri, al quale avrebbero dedicato certamente una puntata speciale.
Bellissime pure le canzoni di Domenico Modugno, quelle di Mia Martini e le sue stravaganze, per non parlare di Renato Zero che ballava sui tacchi con una disinvoltura unica.
E, qualche passaggio del mitico Carosello, concesso a fine giornata, che poi ci accompagnava a letto e scandiva la buonanotte.
E così è stato ogni anno, da giugno a settembre, prima che i nuovi programmi iniziassero con la nuova stagione.
Oggi, la rete ammiraglia ha rivoluzionato il palinsesto estivo, sostituendo lo storico format con l'edizione estiva del quiz L'Eredità.
La decisione ha interrotto una tradizione che andava avanti da quattordici anni.
Nostalgia? Forse, ma non solo. Poteva essere un'opportunità di far conoscere quella che è stata la storia della musica e degli sceneggiati, usi e costumi di un'epoca sicuramente superata ma che ha lasciato la sua impronta.
Patrizia Bianconi
Era il Techeté, lo storico programma che durava circa 30 minuti, accompagnando le serate estive degli italiani con immagini d'archivio, momenti cult della tv e grandi protagonisti dello spettacolo.
Ricco di canzoni, scenette e spezzoni di pubblicità, molti dei quali in bianco e nero.
C'era un po' di tutto, preparato con cura, rievocava momenti, che dal 1954 in poi sono entrati nel nostro vissuto. All'inizio, quando la televisione si vedeva nei bar o nelle case di qualche parente e i canali erano solo due, le trasmissioni erano davvero attese.
Con il tempo sono aumentati gli abbonati e i programmi si sono ampliati e arricchiti. Rivedere oggi il varietà Studio Uno, oppure Canzonissima e, ancora, scene di Gian Burrasca e tantissimi altri, è stato veramente un tuffo nel passato.
Bellissime le canzoni di Mina, Ornella Vanoni, Celentano e al grande Peppino di Capri, al quale avrebbero dedicato certamente una puntata speciale.
Bellissime pure le canzoni di Domenico Modugno, quelle di Mia Martini e le sue stravaganze, per non parlare di Renato Zero che ballava sui tacchi con una disinvoltura unica.
E, qualche passaggio del mitico Carosello, concesso a fine giornata, che poi ci accompagnava a letto e scandiva la buonanotte.
E così è stato ogni anno, da giugno a settembre, prima che i nuovi programmi iniziassero con la nuova stagione.
Oggi, la rete ammiraglia ha rivoluzionato il palinsesto estivo, sostituendo lo storico format con l'edizione estiva del quiz L'Eredità.
La decisione ha interrotto una tradizione che andava avanti da quattordici anni.
Nostalgia? Forse, ma non solo. Poteva essere un'opportunità di far conoscere quella che è stata la storia della musica e degli sceneggiati, usi e costumi di un'epoca sicuramente superata ma che ha lasciato la sua impronta.
Patrizia Bianconi
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