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UN MIGLIAIO DI TIFOSI PER L´ULTIMO SALUTO A "LONG JOHN"

06-04-2012 22:30 - News Generiche
"Giorgio Chinaglia è il grido di battaglia".
"Evviva Long John, evviva Long John".
Per un momento gli scalini del sagrato della chiesa del Cristo Re, sembrano i gradoni della Curva Nord.
E il tempo sembra riavvolgersi indietro come un nastro.
Funerali di Giorgio Chinaglia (nella foto); c´è lo striscione "C.M.L ultras ´74" e tanti volti di chi quella curva l´ha vissuta.
Lo spirito di "Long John" è ovunque in ciascuno dei circa 1500 tifosi biancocelesti giunti a rendergli omaggio alla cerimonia religiosa.
Il suo corpo è lontano migliaia di chilometri, a Naples, in Florida dove domenica si è spento, eppure è presente nelle tante sciarpe e bandiere, nei volti di chi da spettatore ne ha apprezzato le gesta e in quelli di chi è stato con lui protagonista dell´impresa di portare il primo scudetto a Roma sulla sponda biancoceleste del Tevere.
Quella "banda di pazzi" che agli ordini di Maestrelli si fregiò del tricolore, trasmettendo a tanti tifosi l´orgoglio di essere laziali. Tanti di quei "pazzi", non ci sono più ma altrettanti erano presenti oggi alla cerimonia: da Pino Wilson a Giancarlo Oddi, da Mario Facco a Vincenzo D´Amico e Felice Pulici.
C´è il figlio di Luciano Re Cecconi, Stefano, e un bandierone con il volto del padre. Ci sono anche gli ex biancocelesti Nello Governato, Massimo Piscedda e Bruno Giordano, goleador nella storia biancoceleste come Chinaglia e come Tommaso Rocchi, in rappresentanza della Lazio di oggi con il vice capitano Stefano Mauri, il team manager Maurizio Manzini e il giovane biancoceleste Luca Crescenzi.
La commozione si respira ovunque e si manifesta nelle parole interrotte da un singhiozzo di Pulici, mentre legge un passo del Vangelo. Il grido "Vai Felice" e un lungo applauso l´ha poi spronato a continuare. Come tanti sono stati gli applausi per quei campioni di ieri. "E´ stato commovente sentire le testimonianze dei suoi ex compagni di squadra - ha ammesso Rocchi al termine della cerimonia - sembrava stessero insieme sino a ieri.
Era una persona di grande carattere e personalità. Davvero una cerimonia commovente. Ora pensiamo a sabato, speriamo di dedicargli una vittoria". Tra i tifosi c´è chi vorrebbe ritirare la maglia numero 9, oggi indossata proprio dall´attaccante veneto che si è detto disponibile a rinunciarvi.
"Qualora ci fosse la possibilità, non c´è problema". Al di là del gesto, Chinaglia rimarrà comunque nei ricordi dei suoi tifosi.
"Giorgio Chinaglia, leggendaria emozione che non muore mai", recitava uno striscione. Un´emozione che nel giorno del lutto ha fatto mettere da parte anche gli errori di Chinaglia presidente della Lazio e i suoi problemi giudiziari. Quello era il Chinaglia uomo.
Per i tifosi biancocelesti, invece, Chinaglia è già leggenda.

[Fonte: La Voce d´Italia]


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