UNA GIORNATA AL FRESCO
11-07-2026 06:00 - News Generiche
Metti una domenica infuocata, strapazzata dall'anticiclone africano torrido e rovente, frutto del clima impazzito.
Metti la voglia di trovare un po' di fresco, una cesta di panini e bibite, una coperta e il gioco è fatto.
È quello che è accaduto domenica quando siamo andati a Pian di Novello, centro vicino all'Abetone, sulle montagne pistoiesi.
La bellezza e la freschezza del luogo ci ha sorpresi e, immediatamente, rigenerati. Scesi dall'auto ci siamo guardati intorno e, poi, in alto.
Il sole entrava a malapena fra i rami fitti dei pini e degli abeti, un riparo naturale sotto cui i nostri corpi accaldati e fiacchi hanno trovato la giusta cura. Belle quelle gradazioni di verde, mescolate al giallo, all'azzurro dei fiori e al marrone dei sentieri un po' polverosi per la mancanza d'acqua.
L'odore dell'erba ancora bagnata di rugiada si mescolava a quello della resina, mentre un leggero fruscio annunciava la presenza di piccoli animali, padroni del bosco.
Nascosti fra il verde minuscoli torrenti scendevano giù e rinfrescavano ovunque. Impossibile resistere alla tentazione di metterci i piedi.
Voli di uccelli disegnavano l'aria e la riempivano di suoni.
Perfino i panini avevano un gusto diverso più saporiti e leggeri.
Camminare è stato facile, una passeggiata al fresco con lo sguardo in su e intorno, fin dove poteva arrivare, un abbraccio naturale fra l'azzurro del cielo e gli alberi e il verde, ora intenso.
Giornata di festa, una boccata d'ossigeno, folate di voci e di odori, il tramonto ormai imminente.
Qualche filo d'erba fra i capelli, la cesta vuota, le coperte sotto il braccio, in fila verso la macchina, oltre il bosco improvvise lame di luce che ancora bruciavano.
Patrizia Bianconi
Metti la voglia di trovare un po' di fresco, una cesta di panini e bibite, una coperta e il gioco è fatto.
È quello che è accaduto domenica quando siamo andati a Pian di Novello, centro vicino all'Abetone, sulle montagne pistoiesi.
La bellezza e la freschezza del luogo ci ha sorpresi e, immediatamente, rigenerati. Scesi dall'auto ci siamo guardati intorno e, poi, in alto.
Il sole entrava a malapena fra i rami fitti dei pini e degli abeti, un riparo naturale sotto cui i nostri corpi accaldati e fiacchi hanno trovato la giusta cura. Belle quelle gradazioni di verde, mescolate al giallo, all'azzurro dei fiori e al marrone dei sentieri un po' polverosi per la mancanza d'acqua.
L'odore dell'erba ancora bagnata di rugiada si mescolava a quello della resina, mentre un leggero fruscio annunciava la presenza di piccoli animali, padroni del bosco.
Nascosti fra il verde minuscoli torrenti scendevano giù e rinfrescavano ovunque. Impossibile resistere alla tentazione di metterci i piedi.
Voli di uccelli disegnavano l'aria e la riempivano di suoni.
Perfino i panini avevano un gusto diverso più saporiti e leggeri.
Camminare è stato facile, una passeggiata al fresco con lo sguardo in su e intorno, fin dove poteva arrivare, un abbraccio naturale fra l'azzurro del cielo e gli alberi e il verde, ora intenso.
Giornata di festa, una boccata d'ossigeno, folate di voci e di odori, il tramonto ormai imminente.
Qualche filo d'erba fra i capelli, la cesta vuota, le coperte sotto il braccio, in fila verso la macchina, oltre il bosco improvvise lame di luce che ancora bruciavano.
Patrizia Bianconi
[
]
[
]
]
[
]