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LA CITTA´ DEL TIFO IN LACRIME PER LA MORTE DI MARIO CIUFFI

19-02-2013 20:46 - News Generiche
FIRENZE - Il «Pontefice» viola è scomparso ieri, il dolore della moglie: "Se ne è andato con il sorriso". Da oggi è possibile salutarlo alle Cappelle del Commiato, domattina il funerale alle 10 in piazza Elia della Costa, a Gavinana.
La notizia della sua scomparsa ha fatto il giro della città in un baleno. E subito siti internet e social network sono stati subissati da post per ricordarlo.
Mario Ciuffi (a destra nella foto con l´allenatore Montella) se n´è andato ieri, poco dopo le 15.
A stroncarlo, la malattia che a Natale aveva colpito il supertifoso viola e che in soli due mesi se l´è portato via.
Il «Pontefice» dei sostenitori gigliati aveva 78 anni, trascorsi tra due grandi amori: la Fiorentina e la moglie Renza, che gli è stata a fianco fino all´ultimo e che ieri nel reparto di rianimazione di Careggi era fuori dalla stanza in cui Mario ha trascorso le ultime ore.
Domani, alle 10, nella chiesa di San Piero in Palco, in piazza Elia Dalla Costa, («Mario era molto legato alla zona di Gavinana in cui era nato») si terranno i funerali, a cui si preannuncia grandissima partecipazione. Le sue condizioni di salute sono precipitate sabato: da allora in poi era tenuto in vita solo attraverso le macchine.
«Ma lui — dice la signora in lacrime — aveva capito da tempo che sarebbe finita così».
Già, Marione è stato lucido quasi fino all´ultimo. Non ce l´ha fatta però a sentire del grande successo viola contro l´Inter.
«Ora — dicono i colleghi di Tvr Teleitalia accorsi in ospedale alla moglie — dovrai essere tu a tifare Fiorentina, come se ci fosse sempre Mario». La signora Renza abbozza un sorriso, come quello «birichino» con cui giura essersi spento il marito.
Nel letto Mario aveva anche una sciarpa del Collettivo («gliela aveva portata un´infermiera»), ora custodita gelosamente dalla nipote.
E mentre a Careggi si consuma il dolore privato della famiglia in attesa del grande abbraccio della città da oggi alle Cappelle del Commiato, dove sarà allestita la camera ardente, fuori tutti vogliono ricordarlo. Avvolti dal dolore i suoi amici più stretti, come David Guetta, che insieme a Mario Tenerani e Andrea Bruno Savelli avevano costituito l´associazione Comitato Amici di Mario Ciuffi, per raccogliere fondi a favore di Mario e della sua famiglia.
I tifosi sono in lutto. Al Bar Marisa e negli altri ritrovi della città non parlano d´altro. Tutti si chiedono quale sia il modo migliore per ricordare Mario.
L´ad viola Sandro Mencucci annuncia a Radio Blu che oggi la Primavera — a Quarrata per il torneo di Viareggio contro il Parma — giocherà col lutto al braccio, ma sul web girano proposte come quelle di fare indossare la fascia ai giocatori viola anche domenica a Bologna, di intitolargli il centro sportivo o la Curva Ferrovia.
E anche i giocatori viola ricordano Mario.
Fra tutti il portiere Emiliano Viviano, su Twitter: «Ciao grande Ciuffi! Continua a frustare anche da lassù».
Le frustate erano in effetti uno dei suoi cult: talvolta sono toccate anche a Pantaleo Corvino, che per l´occasione rompe il silenzio che durava da tempo. «Era una persona come poche altre del mondo del calcio. Mi contestava — ricorda l´ex ds a Radio Blu — quando dicevo che il 4° posto era il nostro scudetto continuava a ripetermi che ne voleva uno vero».
E per Mario ecco anche le parole dell´ex tecnico viola e ct della nazionale azzurra Cesare Prandelli: «Ho perso il primo amico che ho avuto a Firenze. Poi ne sono venuti migliaia, ma Mario Ciuffi è stato il primo. Arrivai in sala stampa e un signore sorridente ed esuberante mi mise al collo una sciarpa con su scritto "Viola Club Fantechi Bar Marisa - Università del calcio" e mi disse: "Benvenuto! Sono il sommo pontefice. Ti s´aspettava".
Da quel giorno il nostro è stato un rapporto formidabile, pieno di tanti sentimenti.
La sua arguzia e la sua conoscenza del calcio, ci permetteva di parlarne con apparente leggerezza e allegria, ma in fondo eravamo seri perché la passione è una cosa seria.
Mario ha sempre incarnato per me il prototipo del fiorentino, del tifoso nel senso più pieno del termine. Simili a Mario ce ne sono tanti a Firenze, ma lui era unico nel manifestare il suo profondo amore per la Fiorentina, cosa che ci ha accomunato e legato profondamente». Arriva anche il messaggio dell´assessore Massimo Mattei: «Mario Ciuffi rappresentava una bella pagina di fiorentinità. Il vuoto che lascia è davvero enorme». (Massimiliano Mugnaini)

[Fonte: La Nazione]

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