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ULTRA´ TRUFFATI: USA IL FIGLIO DI 5 ANNI PER SPILLARE DEI SOLDI

10-04-2013 23:11 - News Generiche
A Genova un papà finge che il bimbo sia molto malato e ottiene 70mila euro in beneficenza dai tifosi e dal Genoa.
Speculare sulla salute di un bambino di cinque anni, per imbrogliare centinaia di persone. Da Genova rimbalza una storia allucinante. Un tifoso del Genoa (F.R.) ha chiesto agli ultrà della Gradinata Nord di raccogliere fondi per il proprio figlio, malato - a suo dire - di una grave patologia al polmone destro e bisognoso di costoso intervento chirurgico in Svizzera. Procura e polizia giudiziaria hanno scoperto che si tratta di un raggiro e il papà è indagato per truffa. L´imbroglio è stato svelato ieri in una conferenza stampa organizzata dai capi della tifoseria organizzata rossoblù. "Siamo indignati - hanno detto i leader del tifo genoano - e ci attiveremo in tutte le sedi per recuperare il maltolto, restituire il denaro a chi l´ha versato ed ottenere giustizia". Uno dei loro avvocati, Stefano Sambugaro, ha confermato: "Ci costituiremo parte civile".

La raccolta — Quando riceve la richiesta d´aiuto, la Nord si mobilita, coinvolge tifoserie di altre squadre (Juve, Inter, Milan, Samp, Atalanta). Parte una sottoscrizione, alimentata attraverso la vendita di cappellini, magliette e altri gadget. I tifosi mettono assieme circa 40 mila euro e li versano sui conti di "Un cuore grande così", onlus che coordina le iniziative di beneficenza dei tifosi rossoblù. Si muove il Genoa: società e giocatori fanno una colletta e "bonificano" 25 mila euro. Padre e figlio vanno in visita alla sede rossoblù. In totale si raggranellano 70 mila euro, somma indicata dal padre per l´intervento.


La farsa — Una delegazione di ultrà va a trovare il piccolo Matteo a casa e lo trova tutto bendato. Sul comodino tante scatole di medicine. Il padre spiega che "l´operazione è andata a bene" e mostra una falsa certificazione: si scoprirà poi che aveva scaricato cartelle cliniche da qualche sito internet e le aveva taroccate. Prima di una partita casalinga del Genoa, il bimbo, ristabilitosi, dovrebbe compiere un giro di campo per ringraziare i tifosi, ma piove, fa freddo, e il papà dice che non è il caso. Sono le banche ad accorgersi che qualcosa non torna. Qualcuno avverte la onlus: "Guardate che il signore i soldi non li ha spesi in ospedali o medicine, ma per cose personali". Partono le indagini di Procura e polizia giudiziaria. Si scopre che il padre-truffatore, un artigiano in cattive acque, ha usato gran parte del denaro ricevuto per pagare i suoi debiti. Si appura che il bambino non ha nulla di grave, una lieve forma di asma come unica patologia. Si accerta che la madre del bimbo, separata dal marito, è all´oscuro di tutto. La Procura riesce a salvare parte del denaro, 27 mila euro che il padre imbroglione cerca invano di sbloccare. "E poco prima che venisse scoperto - racconta uno dei capi ultrà del Genoa - ci ha chiesto 150 euro per comprare dei farmaci... Ha provato a fregarci fino all´ultimo". La famiglia del reo si è impegnata a restituire i 43 mila euro mancanti all´appello.

La resa dei conti — Non soltanto i tifosi perseguiranno il signor F.R., anche il Genoa gli presenterà il conto in tribunale: "Pure noi siamo parte offesa - dice l´amministratore delegato Alessandro Zarbano - e procederemo con una querela nei confronti di questo soggetto". Zarbano con amarezza scrive il titolo della storia: "Non c´è limite al peggio".

Fonte: Sebastiano Vernazza - La Gazzetta dello Sport

Nela foto d´archivio: il tifo nella Curva Nord genoana.

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