BUON COMPLEANNO
23-09-2026 05:32 - News Generiche
Il tuo compleanno ci avvicinava inesorabilmente alla fine delle vacanze estive e chiudeva la stagione più bella dell'anno.
Gli ultimi scampoli di sole ci permettevano di trascorrere ancora un po' di tempo in giardino, mentre sulle note di “Impressioni di Settembre”, Battisti e tanti altri, si alternavano partite a carte e gioco a nascondino.
Si preparava la merenda e, dallo scantinato al tavolino di pietra (foto), era un via vai continuo di passi, di voci e di note piene di spensieratezza.
E la festa cominciava fra patatine sgranocchiate una dietro l'altra, panini, torta e aranciata.
Nel mangiadischi infilavamo una canzone dietro l'altra, le cantavamo tutte, riempiendo l'aria di voci e di suoni.
Col tempo, quando biciclette e motori hanno preso posto nella strada a intervalli più o meno regolari, ci siamo spostate dal giardino per trovare vecchie e nuove amicizie.
E, ancora, canzoni, pallone, corda e risate, tante risate, quelle che cominciavano senza un perché e finivano con le lacrime agli occhi.
Prima del buio, con la scusa di fare una giratina in paese, s'andava da Nazzino a prendere i libri, l'inizio della scuola non era poi così lontano.
L'aria diventava frizzante e il sole calava.
Con “29 settembre” dell'Equipe 84, tutto finiva davvero.
Patrizia Bianconi
Gli ultimi scampoli di sole ci permettevano di trascorrere ancora un po' di tempo in giardino, mentre sulle note di “Impressioni di Settembre”, Battisti e tanti altri, si alternavano partite a carte e gioco a nascondino.
Si preparava la merenda e, dallo scantinato al tavolino di pietra (foto), era un via vai continuo di passi, di voci e di note piene di spensieratezza.
E la festa cominciava fra patatine sgranocchiate una dietro l'altra, panini, torta e aranciata.
Nel mangiadischi infilavamo una canzone dietro l'altra, le cantavamo tutte, riempiendo l'aria di voci e di suoni.
Col tempo, quando biciclette e motori hanno preso posto nella strada a intervalli più o meno regolari, ci siamo spostate dal giardino per trovare vecchie e nuove amicizie.
E, ancora, canzoni, pallone, corda e risate, tante risate, quelle che cominciavano senza un perché e finivano con le lacrime agli occhi.
Prima del buio, con la scusa di fare una giratina in paese, s'andava da Nazzino a prendere i libri, l'inizio della scuola non era poi così lontano.
L'aria diventava frizzante e il sole calava.
Con “29 settembre” dell'Equipe 84, tutto finiva davvero.
Patrizia Bianconi
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