FESTA DELLA REPUBBLICA, CHI ERA LA RAGAZZA DELLA FOTO SIMBOLO DEL REFERENDUM? UN MISTERO LUNGO 70 ANNI
02-06-2026 06:08 - News Generiche
È il volto simbolo della Repubblica italiana, ma la sua identità è rimasta ignota per 70 anni.
Quindici giugno 1946: sulla copertina del settimanale Tempo campeggia una fotografia che sarebbe entrata nell'immaginario collettivo.
Una ragazza, la cui testa attraversa la prima pagina del Corriere della Sera del 6 giugno 1946, guarda sognante verso il cielo.
«È nata la Repubblica italiana» il titolo a piena larghezza, riferito all'esito dello storico referendum istituzionale di quattro giorni prima.
A realizzare lo scatto la Leica di Federico Patellani, caposcuola del fotogiornalismo nel nostro Paese nato a Monza nel 1911.
Già documentarista militare durante la campagna di Russia, tra il 1943 e il 1945 aveva trascorso due anni e mezzo di internamento in Svizzera.
Poi, una volta tornato in Italia, aveva ripreso a collaborare con la rivista milanese.
Emblema di speranza e fiducia nel futuro, l'immagine venne intitolata «Rinasce l'Italia» e, grazie alla sua potenza espressiva, non faticò a tramutarsi in un manifesto universale per le celebrazioni del 2 giugno.
Parallelamente crebbe la curiosità di saperne di più. Non suscitò particolare sorpresa scoprire che non si trattava di una foto «spontanea», scattata cioè immortalando un genuino momento di gioia della protagonista.
Ma chi era quella ragazza? Malgrado le ripetute insistenze dei curiosi, Patellani, scomparso nel 1977, tenne sempre la bocca cucita.
Molti pensarono potesse essere identificata con una sua familiare, ipotesi però smentita dal figlio Aldo.
Secondo un'altra versione, invece, sarebbe stata un'ex partigiana.
Ebbene, dopo decenni all'insegna del mistero, a fare luce sul caso è stata nel 2016 un'inchiesta pubblicata su Medium da Giorgio Lonardi e Mario Tedeschini Lalli. I quali, dopo aver invitato chiunque avesse informazioni utili a farsi avanti, hanno ricevuto una segnalazione anonima: «Finalmente trovo il tempo affinché sia dato giusto onore alla figura sorridente che con il suo volto giovane sbuca dalla pagina del Corriere della Sera dal lontano 1946».
Ed ecco poi l'agognato nome, scritto nero su bianco: Anna. Anna Iberti.
Fonte: Alessandro Vinci
Quindici giugno 1946: sulla copertina del settimanale Tempo campeggia una fotografia che sarebbe entrata nell'immaginario collettivo.
Una ragazza, la cui testa attraversa la prima pagina del Corriere della Sera del 6 giugno 1946, guarda sognante verso il cielo.
«È nata la Repubblica italiana» il titolo a piena larghezza, riferito all'esito dello storico referendum istituzionale di quattro giorni prima.
A realizzare lo scatto la Leica di Federico Patellani, caposcuola del fotogiornalismo nel nostro Paese nato a Monza nel 1911.
Già documentarista militare durante la campagna di Russia, tra il 1943 e il 1945 aveva trascorso due anni e mezzo di internamento in Svizzera.
Poi, una volta tornato in Italia, aveva ripreso a collaborare con la rivista milanese.
Emblema di speranza e fiducia nel futuro, l'immagine venne intitolata «Rinasce l'Italia» e, grazie alla sua potenza espressiva, non faticò a tramutarsi in un manifesto universale per le celebrazioni del 2 giugno.
Parallelamente crebbe la curiosità di saperne di più. Non suscitò particolare sorpresa scoprire che non si trattava di una foto «spontanea», scattata cioè immortalando un genuino momento di gioia della protagonista.
Ma chi era quella ragazza? Malgrado le ripetute insistenze dei curiosi, Patellani, scomparso nel 1977, tenne sempre la bocca cucita.
Molti pensarono potesse essere identificata con una sua familiare, ipotesi però smentita dal figlio Aldo.
Secondo un'altra versione, invece, sarebbe stata un'ex partigiana.
Ebbene, dopo decenni all'insegna del mistero, a fare luce sul caso è stata nel 2016 un'inchiesta pubblicata su Medium da Giorgio Lonardi e Mario Tedeschini Lalli. I quali, dopo aver invitato chiunque avesse informazioni utili a farsi avanti, hanno ricevuto una segnalazione anonima: «Finalmente trovo il tempo affinché sia dato giusto onore alla figura sorridente che con il suo volto giovane sbuca dalla pagina del Corriere della Sera dal lontano 1946».
Ed ecco poi l'agognato nome, scritto nero su bianco: Anna. Anna Iberti.
Fonte: Alessandro Vinci
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