GIULIA E L'AMORE DI UNA VITA
13-02-2026 06:02 - News Generiche
La storia ha i tratti di una favola dal sapore un po' amaro: campagna, boschi e case sparse qua e là.
E’ la storia di Giulia, nata, cresciuta e morta al Galleno.
Brava e gentile Giulia Bocciardi si fidanza con Alberto Bini, gran signore, proprietario di molti beni immobili e titolare di una avviata ditta di legnami e segheria alimentata da una moderna macchina a vapore.
Giulia, invece, è una modesta ragazza di paese e, la sua, è una famiglia contadina di umili estrazioni.
Questo all’inizio della storia sembra non avere importanza e i due giovani fidanzati, sognano il loro futuro per ben sette anni.
Ma il bell’Alberto comincia a dare i primi segni di insofferenza, e, infine, preso dal nuovo amore si allontana definitivamente dalla povera Giulia.
La ragazza non si dà pace e continua ad amarlo, lavora all’uncinetto, cercando di vivere la sua vita con una gran pena nel cuore.
La pena si trasformò in un malessere sempre più grande che spinse Giulia a dei comportamenti un po' bizzarri: uscire di casa tutte le mattine e recarsi all’abitazione del suo Alberto per salutarlo dalla strada e, quando, non potette uscire più, a passare ore alla finestra, guardando verso palazzo Bini, aspettando che il giovane la venisse a prendere per portarla in chiesa.
Per sessant’anni Giulia ha vissuto amando Alberto come il primo giorno, aspettandolo fedele e colma di speranza.
Perché l’amore non è questione di un mazzo di rose rosse o di una cena intima, talvolta è attesa caparbia, sofferta, senza tempo, quasi con un pizzico di follia.
L’abbiamo vista anche noi alla finestra, quando passavamo dal Galleno, una figura minuta, con il fazzoletto in testa e l’ombrello vicino per ripararsi in caso di pioggia. E, sempre, i nostri occhi puntati verso l’alto, fino a che non la vedemmo più. La dolce sposa mancata se n’era andata.
Patrizia Bianconi
E’ la storia di Giulia, nata, cresciuta e morta al Galleno.
Brava e gentile Giulia Bocciardi si fidanza con Alberto Bini, gran signore, proprietario di molti beni immobili e titolare di una avviata ditta di legnami e segheria alimentata da una moderna macchina a vapore.
Giulia, invece, è una modesta ragazza di paese e, la sua, è una famiglia contadina di umili estrazioni.
Questo all’inizio della storia sembra non avere importanza e i due giovani fidanzati, sognano il loro futuro per ben sette anni.
Ma il bell’Alberto comincia a dare i primi segni di insofferenza, e, infine, preso dal nuovo amore si allontana definitivamente dalla povera Giulia.
La ragazza non si dà pace e continua ad amarlo, lavora all’uncinetto, cercando di vivere la sua vita con una gran pena nel cuore.
La pena si trasformò in un malessere sempre più grande che spinse Giulia a dei comportamenti un po' bizzarri: uscire di casa tutte le mattine e recarsi all’abitazione del suo Alberto per salutarlo dalla strada e, quando, non potette uscire più, a passare ore alla finestra, guardando verso palazzo Bini, aspettando che il giovane la venisse a prendere per portarla in chiesa.
Per sessant’anni Giulia ha vissuto amando Alberto come il primo giorno, aspettandolo fedele e colma di speranza.
Perché l’amore non è questione di un mazzo di rose rosse o di una cena intima, talvolta è attesa caparbia, sofferta, senza tempo, quasi con un pizzico di follia.
L’abbiamo vista anche noi alla finestra, quando passavamo dal Galleno, una figura minuta, con il fazzoletto in testa e l’ombrello vicino per ripararsi in caso di pioggia. E, sempre, i nostri occhi puntati verso l’alto, fino a che non la vedemmo più. La dolce sposa mancata se n’era andata.
Patrizia Bianconi
[
]
[
]
]
[
]