29 Settembre 2022
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L' EPIFANIA CHE TUTTE LE FESTE SI PORTA VIA

06-01-2022 05:59 - News Generiche
E con l’Epifania, che “tutte le feste si porta via”, si concludevano i festeggiamenti di Santa Cristiana, omaggiata con un’imponente e partecipata processione.
Questi erano iniziati con il Triduo, che tutt’ora consiste nella celebrazione - dal 1 al 3 gennaio - di sante messe che introducono alla festa del 4 gennaio.
Santa Cristiana, nella cittadina del cuoio e delle pelli, è sempre stata venerata nei secoli, da tutti al di là delle idee politiche e delle frequentazioni in chiesa.
Nonna Rina e, le sorelle Bianca e Amabile, erano state avvezzate fin da piccole a riconoscerne, da buone santacrocesi, il significato religioso. Subito dopo Natale iniziava a parlare del Triduo a cui partecipava solerte con grande fervore e, con la Messa del Transito, dava inizio a quel 4 gennaio, data molto importante nel suo personale calendario. Si incontrava con le sorelle, lei dal civico numero 1 di “via del campanile”, loro dalle case a schiera di fronte a Piazza del Popolo.
Cappotto nero, bordato con una piccola pelliccia, guanti, capelli bianchi raccolti, incarnato chiaro con leggere sfumature rosee, sguardo attento, entrava in chiesa con fare deciso, per niente intimorita dal freddo, un tempo assai pungente.
E con le sorelle prendeva posto in una delle prime panche.
Riportava i “panellini” che distribuiva in famiglia. Io, nel pomeriggio, avevo in tasca due monetine da 10 lire e uscivo di nuovo.
Una volta in chiesa mi avvicinavo silenzioso alla grata della Santa, dietro c’era sempre una suora; lasciavo la mia prima monetina e prendevo i “panellini”. Oltre alle suore c’erano, anche, un addetto, con una lunga tunica bianca e una capiente borsa di cuoio a tracolla, piena di piccole confezioni di “panellini”, che distribuiva ai fedeli.
Era “Maso” Billeri, il babbo di Fede, attento all’ordine, quasi un sacrista.
Mi ricordo le campane suonare a lungo a festa, il via vai che animava il paese, la gioia di nonna Rina, il tepore di casa, mentre i vetri si appannavano e offuscavano le luci che illuminavano il corso.
Poi il silenzio che, insieme al freddo, avvolgeva inesorabile la notte. La festa volgeva al termine.
Il 6 gennaio si concludeva definitivamente con la processione cantata e la Messa. Con grande malinconia finivano anche le vacanze e si tornava a scuola.

Marco Lepri

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