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LA STORIA DEI BOYS

23-01-2019 06:30 - News Generiche
Il gruppo dei Boys nacque nel 1983, precisamente il 12 marzo, da una costola della Fossa dei Lupi.
L’idea di formare questo gruppo fu di: Frog, Ale, Rinaldi, Cianchino, Cavallo, Rosicchio, Gazzarra e Tinacci.
Giancarlo Parenti, leader della Fossa dei Lupi, appoggiò con entusiasmo quest’idea al punto che ci aiutò nel portare a termine l’iniziativa.
Nacquero così i Boys ed il nome piacque a tutti; iniziò così l’avventura...
Giancarlo credeva molto in questo concetto, infatti era convinto che un nuovo gruppo potesse incentivare il proprio, quello della Fossa, portando beneficio alla squadra dei “Lupi”.
Gruppo senza nessun capo, quello dei Boys, ma tutti con la propria mansione.
Partimmo con la cassa a zero lire.
Da lì iniziarono le prime collette e la creazione di nuovi adesivi e cucisivi, con l’immagine di un lupo feroce.
Avevamo tanto entusiasmo e, la voglia di far bene, ci portò a vendere in fretta tutto il materiale creato.
La cassa cominciò ad avere qualche lira, così che fu fatto il primo striscione.
Questo era un lungo pezzo di raso, cucito da una sarta e, come lettere, usammo i fogli adesivi, comprati alla mesticheria Zingoni, in paese.
A comporlo fu proprio Giancarlo, con la scritta Boys: al centro un incappucciato.
Esteticamente, lo striscione non era bello ma, per noi, valeva molto.
Era il nostro primo striscione...
Purtroppo un giorno venne lasciato sotto la pioggia e ne subì le conseguenze.
Quando Giancarlo, che ci voleva un gran bene, lo seppe, volle donarci anche il mitico striscione “Gioventù Biancorossa”, fatto fare con Lemar all’ombrellificio Morelli di Pontedera nel 1979, insieme a quello nuovo (col teschio) della Fossa dei Lupi.
Sul retro di questo striscione, dovevamo scrivere la parola Boys.
Così andammo anche noi all’ombrellificio Morelli di Pontedera, dal signor Carlo, una persona avanti con gli anni ma molto disponibile, per eseguire la scritta.
Il giorno stabilito per la riconsegna dello striscione, pioveva forte, tanto da non partire ma, Frog e il Rinaldi pur di riaverlo, andarono lo stesso in vespa, sfidando le intemperie.
Eravamo verso la conclusione del campionato 1982-83 ed i “Lupi” raggiunsero la salvezza in un doppio, durissimo spareggio col Mondovì, restando in A2.
L’anno successivo iniziò il campionato di A2 1983-84 e la società allestì una squadra fortissima, acquisendo le prestazioni di vecchi campioni come Nassi e Innocenti e di due giovani stranieri provenienti dall’Argentina: Wiernes e Ventura.
Col campionato iniziarono le prime trasferte.
La prima fu a Pisa dove, fra la Fossa e i Boys, andammo in diversi. Il Cus Pisa, in tre set, racimolò la miseria di quattro punti.
Per la gara di Roma, nel girone di ritorno, non avevamo lo striscione da trasferta e così, dopo aver “grattato” due tovaglie al ristorante “Magdy”, venne creato nel garage di Ale, lo storico striscione dei Boys da trasferta, tutt’oggi esibito a seconda dell’importanza delle partite.
Questo striscione venne fatto con una bomboletta rossa e nastro adesivo da carrozziere.
Prima di Roma, qualcuno di noi era stato in trasferta ad Aversa e Lemar, d’accordo con i dirigenti e capitan Nassi, ci aveva fatto salire sul pullman della squadra (con la promessa che all’andata non ci saremmo fatti sentire) e così, dopo la vittoria per 3-0 ci scatenammo al ritorno.
Poi, in quella stagione, ci furono le grandi e indimenticabili trasferte di Jesi ed Arezzo.
Proprio ad Arezzo, nella gara decisiva, all’ultima giornata che valeva la promozione, ci furono dei tafferugli con gli aretini, nella nostra tribuna, con una bella rissa nel terzo set.
Non cedemmo di un centimetro, i “Lupi” passarono sul 2-1 e poi chiusero la partita per 3-1: venne così centrata la promozione in A1.
Questi furono gli anni di maggior splendore del gruppo, in cui c’era sempre tanta voglia di fare, specialmente quel qualcosa in più, che gli altri non avevano ancora fatto.
E così, per la prima partita in casa del campionato di A1 1984-85, realizzammo le sciarpe del gruppo con la scritta Boys Lupi e la foglia canadese al centro, in onore ai due stranieri nordamericani Glenn Hoag e Tom Jones.
La partita Codyeco Lupi-Santàl Parma fu l’occasione per sfoggiarle e venderle.
La partita doveva ancora iniziare e già le sciarpe erano state esaurite: ne avevamo vendute cento.
Queste sciarpe portarono davvero bene e, la partita successiva, ne vendemmo altre cento. Per quei giorni erano veramente bei numeri.
Dopo queste vendite, la cassa dei Boys aumentò notevolmente e così decidemmo di spendere qualche soldo comprando un tamburo, oltre a fare un bandierone a scacchi, perché piaceva a Giancarlo.
Mettemmo pure in preventivo di fare un lungo striscione, con una scritta di incitamento per la squadra, del tipo “Forza Vecchio Cuore Biancorosso” e, lo stesso Giancarlo, ci regalò venti metri di stoffa bianca.
Proprio nel periodo in cui stavamo pensando a cosa scriverci, Giancarlo venne a mancare in seguito ad un tragico incidente stradale, nel maggio del 1986 e così, quel pezzo di stoffa, venne usato proprio per ricordarlo.
Scrivemmo: “Giancarlo vive nel cuore di chi resta”, frase ispirata da “Pelo” (Paolo Bracci) e, quella frase, venne decisa all’unanimità con la Fossa.
Questa disgrazia e, le successive partenze, di alcuni di noi, per il servizio militare, ci fecero prendere la decisione di interrompere l’attività del gruppo, confluendo, per chi era rimasto, nella Fossa dei Lupi.
La perdita di Giancarlo precludeva questa saggia decisione, infatti non aveva più senso, avere due gruppi di ultras senza il carisma di un unico leader.
Lo striscione dei Boys, in ogni caso, veniva spesso esposto nelle partite più importanti e così, col trascorrere dei lustri, siamo arrivati ad oggi.
Quindici anni fa, nella primavera del 2003, abbiamo festeggiato i 20 anni dei Boys con una bella cena in “Sede”, all’ex Circolo Shalom, creando per l’occasione le prime sciarpe ricamate del gruppo.
Infine, 5 anni fa, nel 2013 abbiamo festeggiato al “Geko” di Ponte a Egola, i 30 anni, con tanti amici (70 circa) ed una maglietta celebrativa.
Ancora oggi il “Gruppo” storico si ritrova spesso a cena per stare insieme, parlando e ricordando i fantastici momenti, trascorsi insieme in gioventù.
Due anni orsono, col fatto che molti di noi, compivano i 50 anni di età, abbiamo noleggiato un pulmino e siamo andati per tre giorni in gita a Gardaland, divertendoci come ragazzini.
Sempre con il solito pulmino, l’anno scorso, abbiamo fatto un giro nelle cantine del Chianti, dimostrando che il nostro è un gruppo unito, con la mentalità e lo spirito che ci ha sempre accompagnato in tutti questi anni.
Ora abbiamo toccato quota 35 e, quando ci chiediamo: “Chi siamo noi?”, la risposta è sempre la stessa: “I Boys”.

BOYS 1983

Nelle foto: Il primo storico adesivo del gruppo - Lo striscione ricavato dall'ex "Gioventù Biancorossa" - Quello più piccolo (ex Magdy) - La trasferta di Jesi nel 1984 - A cena in Sede per l'arrivo dei canadesi Hoag e Jones nel settembre del 1984 - La festa in Sede nel 2003 per il 20esimo con Luca Berti - Tre componenti del gruppo al PalaParenti, A2 2017-18 - La gita a Gardaland nel 2016 - Ale e il figlio Gabrio al raduno dei "Lupi" nell'agosto del 2018.

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