news
percorso: Home > news > News Generiche

"NOI, CON I CALZONI CORTI E IL PALLONE SOTTO LE COPERTE"

15-07-2026 05:04 - News Generiche
L'Italia preindustriale e preconsumistica degli ultimi anni Cinquanta e primi anni Sessanta non era, poeticamente e nostalgicamente parlando, solo quella pasoliniana delle lucciole; era anche, nei miei ricordi di undici-dodicenne, quella di noi ragazzini in pantaloni corti.
Li portavano tutti, sempre, anche in inverno, fino ai 12-13 anni; unica eccezione, ma non sempre, Prima Comunione e Cresima.
E con gli stessi pantaloni corti con cui al mattino si andava a scuola, il pomeriggio si giocava a pallone.
Era il gioco più economico e democratico: solo ogni tanto la colletta per il pallone (quello di cuoio, più caro, eran ancora cucito a mano).
Il tennis, quello, era per signorini, per via di racchetta, palline e soprattutto noleggio campo.
Si giocava nei prati, dove quattro sassi un po' sbilenchi, fissavano i limiti del gioco – ovvero gli immaginari pali delle porte – tra qualche ciuffo d'erba spelacchiato; e si giocava (quasi) a piedi nudi, come i ragazzi della Via Gluck di Celentano.
Oppure in strada e il grido “Macchinaaa” interrompeva di poco la partita.
Pur senza conoscerne l'origine inglese, il calcio d'angolo era il corner e di fallo di mano ends.
Quei pochi che non giocavano erano considerati paurosi disertori; tirare il pallone di punta una indicibile macchia.
Le partite duravano fino a quando il buio ci costringeva a fare ritorno a casa, a disinfettare con acqua ossigenata e polvere di Strptosil il solito ginocchio sbucciato.
La sera, poi, mi portavo il pallone sotto le coperte, a dormire con me: era l'innocente, stravagante e inconsapevole omaggio di un dodicenne alla rappresentazione ludica più bella del mondo.

Fonte: Francesco Fiorista – Corriere della Sera