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UN MANIPOLO A GUARDIA DI UNA FEDE

09-03-2016 21:33 - News Generiche
Se ne stanno là infondo alla Curva, formando un gruppetto, che ha più l’aspetto di un manipolo di “combattenti e reduci” (da tante battaglie sportive), piuttosto che di guerrieri ben carichi per una gara.
Per qualcuno di loro, la militanza nella Fossa dei Lupi è notevole e, già la presenza in Curva, è una garanzia di attaccamento ai colori, perciò ricca di merito.
Qualcuno di loro può ancora dar tanto, facendo da apripista a quelli che verranno.
Per ora, loro si raggruppano sulla sinistra della Curva (nella foto di Veronica Gentile), dopo aver esposto qualche simbolo del cuore, un paio di bandiere e lo stendardo con la scritta “Ultras liberi”, perchè sanno che non è ancora il momento di tirare fuori lo striscione della Fossa.
Quello merita ben altra Curva e loro lo ne convengo; perciò aspettano ad esporlo.
E così fanno gruppo a modo loro, radunandosi in cerchio, parlando fitto, prima dell’inizio della gara, o fra un time-out e un altro, per poi sparire al termine di ogni set e riapparire dopo una fumatina all’esterno del PalaParenti, riprendendo posto, standosene appoggiati alla ringhiera, più a commentare che a tifare, abbozzando qualcosa o lanciando qualche improperio agli avversari.
Forse il tempo per tornare a tifare come in passato non è ancora maturo.
Gli stimoli giusti, sono latenti, anche se qualcosa loro combinano, facendo partire una specie di coro che poi termina lì, perché non c’è compattezza in Curva.
Il rullio secco e forte di un tamburo, suonato come Dio comanda da uno del gruppetto, scandisce per parte di un set, ritmi inascoltati da tempo e, subito, si capisce che, l’artefice del tutto, non può essere che “uno di Curva”.
Questa non è comunque più “spoglia”, vuota e triste come in tempi più o meno recenti. C’è molta più gente, questo è indubbio, ma manca il “gruppo” centrale.
I frequentatori di quello che fu il “settore caldo”, se ne stanno sparsi qua e là, a gruppetti, infervorandosi solo quando la gara offre spunti degni di particolare interesse e basta, anche se volano “urlacci”, fischi, incitamenti sparsi ed altro .
Ci sono delle ragazzine che tifano servendosi dei tamburi, facendolo generosamente, a modo loro però, senza una guida.
Comunque sia, in Curva c’è fermento e questo è già qualcosa, con quel manipolo di ultras (attempati e un po’ meno), laggù infondo, con qualche vecchia gloria con la sciarpa al collo, con un paio di loro, reduci da curve di stadi di serie A e da recenti notti di coppa, segnati dal tempo che sembra non voler dare più loro scampo.
E’ la vita che trascorre ma la fede resta intatta nella pallavolo e nel calcio.
Qualcuno agita due bandiere: una dei paesi baschi ed un’altra gialla con la scritta “Campagna libera”, frutto di una “razzia-maremmana” del dicembre scorso.
I Curva c’è chi si fa delle domande, ma loro se ne stanno là, probabilmente più a guardia di una fede, che altro, formando un manipolo ricco di storia che, gente come Fajo, Papero, il Lapino, Tommy e il Boss non avrebbero assolutamente problemi a raccontare dall’alto della loro lunga militanza, al seguito dei “Lupi”.

Lemar per Sito F.d.L. 1977 – (Libera nos a malo - Ligabue)

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