29 Settembre 2022
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UN PO' DI STORIA DELLA PALLAVOLO IN TOSCANA E QUALCHE AMARCORD

16-09-2022 06:40 - News Generiche
Riceviamo un articolo da Sergio Balsottie, ben volentieri, lo pubblichiamo.

La data del 17 settembre, mi offre lo spunto per parlare di un altro sessantesimo anniversario.
In quel giorno del 1962 nacque la Ruini di Firenze, la mitica squadra di pallavolo dei Vigili del Fuoco. Si sciolse nel 1980.
Dal 1963 al 1973 vinse cinque scudetti spezzando l'egemonia delle squadre emiliane, che si aggiudicarono circa 45 campionati in poco più di 70 edizioni.
Dalla nascita della pallavolo in Italia, nel 1946, i primi 18 titoli non lasciarono mai la Via Emilia.
Con Carlino Falaschi, Marco Gozzini, Alessandro Cavallini e gli altri, il sabato sera facevamo due "macchinate" per andare a veder giocare i vari Nencini, Salemme, Mattioli, Nannini... nel palazzetto di Via Benedetto Dei.
Quella squadra, in quel decennio, scrisse il primo capitolo della storia della pallavolo toscana.
Nel 1965, a Pontedera, nacque la Zoli. Anche lì, come i “Lupi”, nel campetto del prete, l'oratorio di Via Misericordia.
Claudio Piazza, con dei ragazzi normali, costruì dei campioni che raggiunsero la massima serie e, con Nassi, Innocenti e Lazzeroni, anche la Nazionale, medaglia d'argento ai Mondiali di Roma del 1978, in un periodo in cui la pallavolo italiana, in un contesto continentale, prima dell'era Velasco, era una Cenerentola.
Nell'estate del 1971, lasciando ai miei genitori la mia primogenita di tre mesi, andai con mia moglie a Monaco di Baviera (teatro l'anno dopo del massacro nel villaggio degli israeliani) a vedere un torneo preolimpico.
Per inciso, a proposito di mia moglie, ricordo che, incosciente, con un pancione di nove mesi, le avevo fatto fare il Muraglione per andare in trasferta a Forlì dove, coi “Lupi” in Serie C (allora terza serie nazionale), perdemmo una partita importante, pur avendo fatto giocare Elio Vezzi, squalificato, bello e sempre nervosetto, mettendo una sua foto su un documento di Sergio La Pira che non entrava mai e che quel giorno sperava di giocare. Lo incontro e fa finta di non riconoscermi...e te credo.
A Monaco, vidi fra l'altro Italia-Giappone e, Fabio Innocenti fece "un giro dietro".
All'ingresso del palazzetto trovai Claudio Piazza; era venuto in treno. Il giorno prima era tornato a Pontedera dalla Bulgaria dove, con un pulmino VW, aveva portato i suoi ragazzi a giocare delle amichevoli. Pazzesco per quei tempi!
Io frequentavo "Ragioneria" a Pontedera e, nell'ambiente della pallavolo, conoscevo tutti; erano avanti anni luce rispetto a noi “Lupi” e tutto per merito di quell'allenatore che si ispirò al Giappone che l'anno dopo vinse il suo primo titolo olimpico, rompendo l'egemonia russa e delle squadre dell'Est.
In quel torneo, credo di aver visto la partita più lunga di sempre. I rumeni persero in finale al quinto con la Russia: 36-38 e, col cambio palla, non so quanto sia durato solo quel set. Nella Romania mi colpirono due giocatori: un opposto mostruoso, Udisteanu ed un posto quattro, Schriber, che riceveva col dorso delle mani, intrecciandole.
A bordo campo, molti tifosi rumeni, arrivati con due pullman, delusi dal risultato, a fine partita, piangevano.
A Claudio Piazza offrii un passaggio per tornare a casa, abitavo allora a Pontedera, vicino a casa sua. Sul mio Maggiolino, in tutto il viaggio, credo abbia detto "grazie" salendo e "grazie, ciao" scendendo. Che elemento.
Questa Zoli, nel libro della pallavolo toscana (che non esiste), dopo la Ruini, ha scritto un capitolo molto importante.
Quasi tutti quei giocatori passeranno poi da Santa Croce.
Nassi, Innocenti, Lazzeroni, Barsotti, Masotti, Mansani e tanti altri. Ancora prima c'erano stati Diego Marsili, "Pennello" Taliani, Carlo Montagnani, "Tato" Falaschi....
Al terzo posto, quindi sul podio di una ipotetica classifica di importanza delle società toscane, ci sono i “Lupi”.
Tre campionati di A1, Coppe Italia e, con la prossima stagione, 31 presenze in A2. Nessuno come noi in Italia!
E questi appunti, Marco, sono anche per il tuo amico interista Gianmarco Bisogno, bravo ed ambizioso Presidente della Emma Villas Siena (al quale auguro una buona SuperLega), il quale tempo fa ebbe a dire che "la sua Società aveva scritto una pagina importante" in questo famoso ed ipotetico libro sulla pallavolo toscana.
Certo, ma… dopo di noi, senza polemica, ma solo per precisare. Cari saluti.

Sergio Balsotti

Nella foto: una veloce fra Nassi e Lazzeroni, due campioni cresciuti nella Zoli di Pontedera.

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