VA A GIUNCHETO IL 37° PALIO DEL CUOIO
30-06-2026 05:50 - News Generiche
Il rione Giuncheto (foto) ha interrotto il predominio de Le Fornaci, imponendosi nel 37° Palio del Cuoio a Ponte a Egola.
Lo strapotere delle stesse Fornaci perdurava da nove anni. Comprensibile quindi la grande euforia, a fine gara ed alla consegna del “Groppone”, da parte del presidente don Federico Cifelli, nelle file biancorosse.
Per Giuncheto è giunta così la seconda vittoria e, il caratello “Tempesta”, ha permesso la conquista dell’opera, disegnata su pelle, da Francesco “Skim” Forconi.
Grande successo pure del Minipalio con tanti bambini in gara come per il Caratello Rosa.
La 37esima edizione è stata emozionante e ben riuscita per l’orgoglio della popolazione di Ponte Egola e degli infaticabili organizzatori, intenti a valorizzare la manifestazione anno dopo anno.
In una gremita piazza Guido Rossa si sono ritrovate ben tre generazioni tra nonni, genitori e nipoti, i quali rappresentano il futuro del Palio.
Questo è stato definito, a ragione, un “rito comunitario” un momento magico, in cui un’intera comunità si ritrova con affetto verso i propri rioni per alzare il “Groppone” e per pensare già all’anno successivo.
Marco Lepri
Lo strapotere delle stesse Fornaci perdurava da nove anni. Comprensibile quindi la grande euforia, a fine gara ed alla consegna del “Groppone”, da parte del presidente don Federico Cifelli, nelle file biancorosse.
Per Giuncheto è giunta così la seconda vittoria e, il caratello “Tempesta”, ha permesso la conquista dell’opera, disegnata su pelle, da Francesco “Skim” Forconi.
Grande successo pure del Minipalio con tanti bambini in gara come per il Caratello Rosa.
La 37esima edizione è stata emozionante e ben riuscita per l’orgoglio della popolazione di Ponte Egola e degli infaticabili organizzatori, intenti a valorizzare la manifestazione anno dopo anno.
In una gremita piazza Guido Rossa si sono ritrovate ben tre generazioni tra nonni, genitori e nipoti, i quali rappresentano il futuro del Palio.
Questo è stato definito, a ragione, un “rito comunitario” un momento magico, in cui un’intera comunità si ritrova con affetto verso i propri rioni per alzare il “Groppone” e per pensare già all’anno successivo.
Marco Lepri
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