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GIU' LA CORNETTA, CHIUDE LO STORICO "PHONE ROCK"

30-05-2020 06:44 - News Generiche
I nuovi gestori quest'anno si occuperanno solo del Nautilus. Addio per sempre?
Marina di Pietrasanta (Lucca) - Attraverso quei fili sono nate amicizie, flirt estivi, amori.
Era un'epoca genuina, senza Facebook e Whatsapp, dove ci si giocava tutto nei tempi ristretti di una telefonata.
Poi, se scattava un minimo di simpatia, si passava da un tavolo all'altro per conoscersi dal vivo, scambiarsi i numeri di telefono e magari un bacio al chiaror di luna.
Non prima di aver gustato la mitica siringa alla nutella o l'Inferno, che sembrava un superalcolico ma in realtà conteneva peperoncino.
Una storia lunga 26 anni, quella del "Phone Rock" di Motrone, destinata ad interrompersi sicuramente quest'estate e forse per sempre.
Per motivi pensionistici, i due proprietari Paolo Del Chicca, "padre" del locale, e la compagna Stefania Bertozzi hanno dato in gestione il bagno Nautilus, e l'intenzione dei nuovi arrivati (due coppie di massesi) è di mantenere solo lo stabilimento ma non il "Phone Rock" a causa delle restrizioni legate all'emergenza sanitaria.
Per un'eventuale ripartenza del locale, creato da Del Chicca nel '94, se ne riparlerà un altr'anno, anche se a Motrone e dintorni regna lo scetticismo.
"I locali notturni hanno tanti limiti di sicurezza – spiegano i nuovi gestori – e a causa di queste normative sarebbe stato ingestibile portare avanti il "Phone Rock".
Non ce la sentiamo, dobbiamo tutelare la sicurezza dei clienti. Abbiamo completamente rinnovato il locale, che continuerà ad avere il servizio bar-ristorante, ma chiuderemo alle 20: per la movida si deciderà una volta finito il Covid".
Sarà quindi un'estate con le cornette abbassate e per il bar non si dovrà più digitare il numero 9. Ma la storia di questo locale è ben lungi dal terminare.
Bertozzi, per tutti "la Stefy del Phone Rock", sta scrivendo un libro su questa indimenticabile esperienza che potrebbe ricreare con un'altra formula, ad esempio trasformando il classico trenino dei turisti in un "Phone Rock" itinerante. Era entrata come barista, poi lei e Paolo si innamorarono.
"Non è stato un lavoro – dice – ma uno stile di vita. E' un dolore al cuore sapere che non riaprirà, dietro il bancone ho visto passare generazioni e forme di divertimento diverse.
Era bello quando arrivavano le "zanzarine" in bici, mentre i clienti più grandi potevano servirsi al bar sulla spiaggia inaugurato sette anni fa.
Ricordi? Troppi: ho contato fino a 1.600 consumazioni a sera, gli incassi del "Phone Rock" erano superiori a quelli del Nautilus. Lavorare con i giovani, tra cocktails e allegria, è qualcosa di impagabile che ti porti dentro per sempre".
"Nonostante il Covid – conclude –sarebbe stato possibile distanziare i tavoli grazie agli ampi spazi del locale. Sarebbe un dispiacere se chiudesse, ma non è detta l'ultima".
Click, almeno per ora.

Fonte: Daniele Masseglia - La Nazione (Viareggio)


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