15 Luglio 2024
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LA MIETITURA

09-07-2024 07:25 - News Generiche
Dopo la festa di San Giovanni e l'acqua profumata, dopo la festa degli Apostoli San Pietro e Paolo, arrivava puntuale la mietitura.
Si preparava l'aia, con le scope di saggina, che, mentre la ripulivano da erbe e frammenti di terra, sollevavano polvere infinita.
Dai campi vicini arrivavano i fasci di covoni, quasi una processione silente.
Si accatastavano, quindi, uno accanto all'altro, un'immensa torre, gialla come l'oro.
La chiamavano la “bia”, era maestosa sotto il sole cocente, invadeva l'aia, e silenziosa accanto alla mietitrice, aspettava l'indomani. Al tramonto tutto era pronto.
I grilli insistevano nel loro canto senza tregua, annunciando la notte buia, illuminata da sciami di lucciole solitarie, che attraversavano il cielo scuro, come una coda di stella cometa.
Il grande giorno iniziava prima dell'alba, intorno alle quattro c'era già un certo movimento, rumorosi zoccoli si muovevano frenetici sul selciato.
Si avviava il motore e, anche, la mietitrice partiva. Si infilavano grossi fasci di spighe bionde di sole, e, inghiottiti, da un'enorme apertura, rilasciavano i chicchi, poi raccolti in sacchi, mentre la paglia, spolverando l'aria, finiva da un'altra parte.
Nonna Maria, nonna Letizia e zia Bruna erano in cucina ai fornelli, c'era da cuocere la papera in umido con le patate, era usanza anche, preparare la minestra in brodo. In aiuto arrivava zia Serafina, cuoca di grande esperienza. Indaffaratissime spadellavano, insaporivano, impastavano, quello che sarebbe stato il pranzo dell'estate.
Gli uomini di famiglia aiutati dai vicini, lavoravano instancabili sotto una luce che, ormai, si era fatta di fuoco.
Si asciugavano furtivi con mani callose la fronte madida di sudore e allungavano braccia nere di sole verso bicchieri pieni di acqua fresca.
Poche d'intorno le zone d'ombra per ritrovar ristoro: un grosso pino faceva quello che poteva.
L'aria si riempiva di polvere, sapeva di terra, di erba secca, mentre un vociare si rincorreva acuto fra il ronzio della mietitrice accesa.
La tavola apparecchiata nell'ingresso accoglieva gli uomini in un fresco naturale e profumato di aromi.
Trovavano posto, fra piatti e posate, dorate fette di pane, sfornate nel primo mattino. Un buon auspicio per un raccolto annunciato abbondante.

Patrizia Bianconi

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