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UN "LUPO" DI ALLORA: "CHIQUI" WIERNES

04-01-2021 06:30 - News Generiche
Quando arrivò dall'Argentina alla Codyeco Lupi di Santa Croce, militante in A2, nel settembre del 1983, aveva 20 anni.
A prelevarlo all'aeroporto della Malpensa, per accompagnarlo alla corte di capitan Fabrizio Nassi e Fabio Innocenti, c'erano per i “Lupi”, il d.s. Sergio Balsotti e Luca Rovini.
L'atleta, destinato alla Santa Croce sotto rete, arrivò in compagnia di un grande bomber argentino, destinato alla Bistefani Asti (A1) ed atteso dal patron Mauro Venturini: Raul Quiroga.
Oggi, a 47 anni di distanza, Leonardo Cesar Wiernes, detto Chiqui (nella foto con la moglie) è un signore di 57 anni, che vice a San Juan, con tanto di amicizia con chi scrive ed altri, su Facebobook.
Certi contatti restano. Ne sa qualcosa Sergio Ventura, altro connazionale di Wiernes, col quale il nostro formò la prima coppia di stranieri biancorossi proprio in quella indimenticabile stagione 1983-84.
Ventura, ragazzo di gran cuore, aveva preceduto di qualche giorno Wiernes, atterrando all'aeroporto romano di Fiumicino.
Non potevo e non volevo mancare per accogliere il primo straniero della storia dei “Lupi” ed ero partito con Antonio Venturi e Salvatore Salomone alla volta della capitale con tanto di macchina fotografica per le prime foto di rito.
Wiernes, invece, lo aspettai alla Banti, insieme ad altri dirigenti e tifosi dell'epoca, per dargli il benvenuto.
Quella coppia di stranieri, avrebbe contribuito alla prima, storica promozione dei “Lupi”, sponsorizzati dalla Codyeco, in A1.
Fu una stagione indimenticabile, culminata con la vittoria dei santacrocesi, in volata, sullo Jesi di Julio Velasco.
“Chiqui”, era altro metri 1,83 per 80 chili di peso, proveniva dall'Obras Sanitarias di Buenos Aires ed era un palleggiatore con caratteristiche latine. Meno fantasioso del sue più celebre connazionale Waldo Kantor, regista degli jesini, era decisamente più forte di lui a muro.
Ottimo in difesa e preciso nel servizio, il simpatico regista sudamericano, si ambientò alla grande nella cittadina conciaria.
Legò subito con i tifosi, soprattutto con i ragazzi della “Fossa”, fece breccia in qualche cuore femminile e, per carnevale, seguì felicemente Sù Fossi, le sfilate del Carnevale santacrocese, con tanto di bomboletta piena di schiuma, facendo “gavettoni” a chi capitava a tiro, come al sottoscritto.
Aveva vent'anni, giocava nei “Lupi”, lottava per vincere il campionato di A2, per cui non c'era da opporre resistenza.
A fine stagione “Chiqui” tornò in Argentina, senza più fare ritorno in Italia. Militò altrove, con sapienza tattica, mettendo a servizio di altri le su giocate.
A Santa Croce si esibì col numero 10 sulla maglia, quello dei “registi”, come nel calcio. L'idea fu mia e venne subito accolta favorevolmente.
Sono passati tanti anni. Tutto questo accadde nella prima metà degli anni Ottanta e, vedere “Chiqui” su Facebook, ci ha riportato indietro nel tempo, ad altri “Lupi”, ad un altro mondo, a vecchi incancellabili ricordi.

Marco Lepri


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